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Definizione “linee guida” riparazioni regola d’arte, aggiornamento incontro con Associazioni Consumatori e ANIA

Proseguono i lavori del tavolo per la definizione delle linee guida per la riparazione a regola d’arte, con la seconda riunione che si è svolta, martedì 20 novembre, presso la nostra sede, convocata insieme a Confartigianato e Casartigiani.

All’incontro erano presenti tra le Associazionidei Consumatori: Federconsumatori, ADOC, UDICON, Assoutenti e Movimento Consumatori. Erano inoltre presenti i rappresentanti di ANIA Giacomo Carbonari e Massimo Treffiletti, i responsabili della gestione sinistri di Generali, di Allianz e Cattolica. Inoltre, ha partecipato alla riunione un funzionario dell’ANFIA, Luca De Vita, in rappresentanza della filiera automobilistica italiana.

Come anticipato nella precedente comunicazione, la riunione ha visto un approfondimento e una riflessione, di tutti i partecipanti, dei punti strettamente legati alla riparazione a regola d’arte.

In estrema sintesi: la riparazione a regola d’arte in conformità ai parametri del costruttore. Poter accedere alle informazioni tecniche e alle indicazioni delle case costruttrici è fondamentale per una riparazione in sicurezza. Oggi, nonostante un regolamento europeo, i riparatori indipendenti non sempre hanno accesso alle informazioni, o riescono a farlo ad un costo molto più elevato e con tempi molto più lunghi, rispetto alle officine autorizzate. E’ necessario creare una canale di comunicazione e dialogo con i costruttori per condividere soluzioni e modalità di accesso ai manuali tecnici.·

L’impatto delle innovazioni tecnologiche dei sistemi degli strumenti riparativi, per rispondere a principi di qualità e sicurezza. L’evoluzione tecnologica dei veicoli comporta inevitabilmente una specializzazione maggiore, nell’utilizzo di nuovi strumenti riparativi, che devono essere adottati all’interno del processo ripartivo (espuntatrici, saldatrici, diagnostica scocca, diagnostica centraline, ADAS). Le riparazioni strutturali, a differenza delle riparazioni estetiche, se mal eseguite possono compromettere l’integrità ma soprattutto la c.d “deformazione programmata” che, in caso di incidente, possono pregiudicare la sicurezza dell’automobilista.

Dobbiamo porci come obiettivo, il poter certificare tutti gli interventi strutturali, per dare una maggiore qualificazione alla nostra rete ripartiva euna maggior garanzia all’automobilista.·

Ruolo della formazione continua e dell’aggiornamento delle competenze, in linea con l’evoluzione del mercato. Riteniamo che una formazione puntuale e qualificata possa incrementare notevolmente le capacità degli operatori del settore con lo scopo di ottenere riparazioni sempre più sicure, rapide e certificate. Su questo fronte un’interlocuzione e una sinergia con le case costruttrici, per un piano formativo comune, può rappresentare un valore aggiunto per la rete di riparatori indipendenti. L’utilizzo di componenti, materiali di consumo e ricambi conformi alle normative. In caso di sostituzione di pezzi di ricambio, là dove vi è la possibilità in termini di valore commerciale del mezzo, si predilige SEMPRE l’utilizzo di pezzi di ricambiooriginali. Per le riparazioni in economia, chiediamo vengano ammessi all’internodella riparazione a regola d’arte anche quei pezzi di ricambi ritenuti equivalentiall’originale ma di costo inferiore. Per i materiali di consumo occorre specificare cheè d’obbligo utilizzare prodotti vernicianti e affini conformi alle normative e materiali di consumo che rispettino i criteri e gli standard delle case costruttrici là dove sono parte integrante di riparazioni che interessano parti strutturali del veicolo (es. parabrezza o tetto).

Trasparenza e tracciabilità dell’intervento riparativo. Riteniamo che la certificazione della riparazione passi attraverso una fattura di riparazione meglio organizzata ma soprattutto più chiara e dettagliata. Occorre quindi specificare in fattura la tipologia di ricambi utilizzati e renderli facilmente identificabili dal consumatore, la loro provenienza, il codice di ricambio, i materiali di consumo utilizzati, le parti lavorate dell’autoveicolo, eventuali certificazioni annesse per riparazioni strutturali e specificare la tariffa di manodopera adottata. È buona prassi documentare confotografie ogni fase di lavorazione che possono agevolare le operazioni di stima econcordato e possono fungere da strumento di trasparenza agli occhi dei nostri interlocutori, clienti in primis.

C’è stata una condivisione dei temi trattati e il consenso unanime sull’impostazione data al lavoro. E’ stato riaffermato il principio e la volontà, da parte delle Confederazioni imprenditoriali, alcune associazioni dei Consumatori e ANIA, di voler trattare accanto ai tempi proposti, fin dal prossimo incontro, anche altri aspetti che, benché non strettamente attinenti alla riparazione a regola d’arte, di fatto ne condizionano la reale fattibilità. Libertà di scelta, diritto al risarcimento integrale del danno, riconoscimento senza se e senza ma della cessione del credito, una corretta gestione del sinistro, regole chiare, trasparenti e condivise da tutti gli attori in causa sono imprescindibili per creare condizioni di mercato realmente concorrenziali e per poter ottenere la giusta remunerazione del lavoro. Nei prossimi incontri, è stato accolto il suggerimento di coinvolgere altri soggetti interessati: l’area estera della filiera automobilistica, l’associazione dei ricambisti indipendenti e i Periti.

Ci siamo lasciati con l’impegno di elaborare una prima traccia, anche alla luce diosservazioni e proposte emerse durante la discussione, da inviare a tutti e che verrà discussa nellariunione successiva, fissata per il 18 dicembre p.v. a Roma, con sede ancora da definire.