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Unione Benessere e Sanità CNA-SHV. I centri di bellezza e i saloni di parrucchiere lanciano una campagna social contro l'abusivismo dilagante. Quattro post per sensibilizzare i cittadini

“Se paghi poco, un motivo c’è”. “Non sto più nella pelle. Stop abusivismo”. “Vittima di un abusivo”. “Abusivo? No, grazie”. Sono i quattro messaggi forti, apposti su immagini di donne rovinate dall’opera di estetiste abusive, parrucchieri irregolari o altri operatori di bellezza e benessere che lavorano senza rispettare alcuna regola. Federestestica e Federacconciatori, le due federazioni di CNA-SHV che riuniscono i professionisti della bellezza e del benessere, lanciano a partire da oggi una campagna social che punta sul tam tam, sugli “I like” e sulle condivisioni non solo tra colleghi, ma anche da parte dei clienti, per sensibilizzare la popolazione sui rischi che corre chi, soprattutto per risparmiare, si affida ad operatori abusivi.

Quattro “puntate” in altrettanti post, uno a settimana, con testi elaborati dai direttivi di Federestetica e Federacconciatori per illustrare nei dettagli i rischi di malattie e infezioni, di danni alla pelle o ai capelli che si potrebbero subire a causa di operatori che non seguono gli standard di igiene e sicurezza, non sono formati, non sono aggiornati, non pagano tasse e, privi di assicurazione, non possono risarcire i clienti per danni provocati.

“Le due categorie – spiega Antonella Bellante, funzionaria dell’Unione Benessere e Sanità - su questo tema sono attive intensamente già dal 2016, quando venne lanciata una petizione ed una campagna di sensibilizzazione della cittadinanza. Nel 2017 e nel 2018 sono stati effettuati incontri con gli enti pubblici e le forze dell’ordine per individuare sistemi con cui arginare l’abusivismo dilagante in entrambi i settori:  abbiamo dovuto prendere atto che sono pochi gli strumenti a disposizione, sia a livello normativo sia con eventuali controlli, per impedire e sanzionare le prestazioni effettuate in casa propria”.

“La crisi economica – spiega Lisa Bonaldi, portavoce di Federestetica - ha accentuato il fenomeno dell’abusivismo, che danneggia particolarmente le imprese di estetica, centri di bellezza, saloni di acconciatura e, in generale, del comparto benessere, sempre più provate da piaga sociale. Non è accettabile, oltre che pericoloso, che persone senza titoli e qualifiche offrano servizi legati al benessere della persona, senza il rispetto di alcuna norma, con rischi gravi per la salute. Per contrastare la concorrenza sleale nei confronti delle imprese regolari,  abbiamo avviato indagini conoscitive, campagne rivolte ad informare sui rischi, firmato protocolli con enti e forze dell’ordine, abbiamo denunciato attività abusive. Eppure l’abusivismo è in costante crescita e siamo preoccupati per il futuro delle nostre imprese e per la salute delle persone. Riteniamo importante dare garanzie soprattutto ai consumatori, chiamati ad essere parte attiva nel contrasto al fenomeno dell’abusivismo, consapevoli di ciò che rischiano se si affidano a operatori che non rispettano le regole”.

“Anche Federacconciatori – dice il portavoce Sandro Stefanati – chiede un intervento urgente per ristabilire la legalità. Ribadiamo la necessità di garantire operatori qualificati, il rispetto delle norme di igiene e sicurezza, l'aggiornamento continuo sull’utilizzo delle apparecchiature, l'uso di prodotti cosmetici a norma. L’abusivismo altera il mercato e impedisce la concorrenza leale, quindi comporta anche un danno economico. "Gli abusivi giocano con la tua pelle e i tuoi capelli, meglio scegliere mani sicure”. 

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