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Covid-19, da domani nuove limitazioni in Alto Adige

Niente Mercatini di Natale, limiti alle attività sportive, almeno il 30% di didattica a distanza nelle scuole superiori. Queste le principali misure anti-Covid in vigore da domani in Alto Adige.

Come reagire alla crescita dei casi di Covid-19, come minimizzare il pericolo di infezione, come fare in modo di ridurre il rischio di un ulteriore inasprimento dei provvedimenti. Questi i temi affrontati stamattina (20 ottobre) dalla Giunta provinciale, con il presidente Arno Kompatscher che, alla luce dello sviluppo dei dati epidemiologici e del recente Dpcm varato dal governo nazionale, ha annunciato la firma di una nuova ordinanza che sarà in vigore da domani (21 ottobre) sino a fine novembre. 

Silvestrini (CNA): “Apprezzabile il tentativo del Dpcm di coniugare tutela della salute e sopravvivenza delle imprese"

“CNA ritiene senz’altro apprezzabile il tentativo perseguito dal Dpcm annunciato domenica sera dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di coniugare la tutela della salute dei cittadini e la sopravvivenza di tantissimi laboratori, negozi, attività di piccole imprese. Le imprese, peraltro, non avrebbero meritato una ulteriore limitazione delle proprie attività dopo essersi dimostrate con successo autentici presidi anti-virus”. A dichiararlo Sergio Silvestrini, segretario generale della CNA.

“Mantenere in azione le attività produttive e ridurne la capacità in maniera più limitata di quanto trapelato alla vigilia del Dpcm – sottolinea Silvestrini – è stato un segnale di interesse e di fiducia verso gli imprenditori da parte della politica. Molto importante anche la volontà di non andare verso un altro confinamento e di tenere aperte le scuole. Ma non si possono dimenticare le gravissime difficoltà emerse nelle ultime settimane nel trasporto scolastico in particolare e nel trasporto pubblico in generale. È ora che il governo e le istituzioni prendano in seria considerazione l’offerta avanzata dai trasportatori associati da CNA-Fita: affidare ai mezzi privati la quota che si ritenesse necessaria dell’attività pubblica per evitare assembramenti e relativi contagi. Siamo d’accordo anche sul coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali nella lotta al Covid – conclude il segretario generale della CNA – a patto che venga ripristinato con rapidità un confronto organico e non episodico tra le stesse istituzioni e i rappresentanti delle imprese”.

CNA Trentino Alto Adige: "Trasporto scolastico, si usino i mezzi delle piccole aziende. Il 90% di autobus e Van è fermo, tentiamo ogni soluzione per scongiurare la chiusura delle scuole"

CNA Trentino Alto Adige comprende gli sforzi di quei politici che hanno ribadito la necessità di continuare ad avere la scuola in presenza. “Ma per disporre degli alunni in aula – sottolinea Claudio Corrarati, presidente della CNA regionale - è necessario un trasporto pubblico efficiente, sufficiente e soprattutto in sicurezza, che al momento non c’è e non si può potenziare dall’oggi al domani. Per integrare l’offerta di trasporto pubblico fino al ritorno alla normalità, proponiamo ancora una volta l’impiego di autobus da noleggio e Van. Il settore privato, anche in Trentino Alto Adige, conta su oltre mille piccole aziende di trasporto persone e può mettere a disposizione una flotta consistente tra autobus e Van. Quasi il 90 per cento delle attività, infatti, è fermo o opera in maniera ridotta e tanti autisti sono senza lavoro perché è venuto a mancare il movimento legato al turismo, anche a quello congressuale”.

“Si tratta di un supporto al servizio pubblico per consentire agli studenti di mantenere le distanze in un numero maggiore di autobus disponibili. Per convivere con il virus, prima di bloccare tutto, dobbiamo sperimentare ogni soluzione che possa anche aiutare l’economia locale. Crediamo che sia preferibile occupare le persone per svolgere un’attività di altissimo interesse sociale invece che tenerle a casa?”.

Aiuti di Stato, insufficiente la proroga decisa dalla Commissione UE

La proroga di sei mesi e l’ampliamento del quadro temporaneo sugli aiuti di Stato decisa ieri dalla Commissione Europea rappresenta un positivo passo in avanti, ma insufficiente. E’ quanto sottolinea la CNA che aveva chiesto una deroga di almeno 12 mesi considerando che è impossibile prevedere la durata degli effetti socio-economici della pandemia. Artigiani e piccole imprese sono i più colpiti dalla profonda crisi ed è purtroppo ragionevole ipotizzare che il bisogno del sostegno pubblico (moratoria e garanzie sui prestiti) dovrà essere garantito ancora a lungo.

Intanto CNA auspica che l’Eba segua l’orientamento della Commissione Europea prorogando la deroga sulla riclassificazione dei crediti alle imprese che è scaduta a fine settembre.