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CNA Trentino Alto Adige: "Allarme dopo il lockdown. Quattro aziende su dieci rischiano di non sopravvivere. Servono piani di lungo periodo e risorse da recuperare nei bilanci provinciali"

La Direzione provinciale di CNA-SHV Alto Adige, riunitasi ieri sera (29 giugno) su convocazione del presidente Claudio Corrarati, presente la CNA del Trentino con il presidente Andrea Benoni, ha espresso forte preoccupazione per i dati sugli effetti dell’emergenza Covid-19 sulle imprese dell’Alto Adige e del Trentino, diffusi venerdì scorso dall’Astat, l’Istituto di Statistica della Provincia di Bolzano.

“La rilevazione – ha sottolineato il presidente CNA Trentino Alto Adige, Claudio Corrarati – è stata condotta su input dell’Istat nazionale e mette in luce come il 37,3% delle imprese altoatesine e il 36,9% delle imprese trentine abbiano seri rischi operativi e di sostenibilità dell’attività. Un dato in linea con il 38% nazionale e un po’ sopra la media del Nordest che si ferma al 34,5%. In pratica, 4 aziende su 10 stanno rischiando la chiusura per effetto dell’emergenza sanitaria. Non sono a rischio solo le attività turistiche e di ristorazione, perché a cascata andranno in crisi anche il commercio, l’artigianato e tutti i comparti legati ai consumi interni”.

Andrea Benoni, presidente di CNA Trentino, ha aggiunto: “Desta molta preoccupazione il dato sulla mancanza di liquidità per far fronte alle spese correnti e ai debiti. Se in Alto Adige questo problema è avvertito dal 33,2% delle aziende, in Trentino raggiungiamo il 51,9%, in linea con il 51,5% nazionale e il 49% del Nordest. Una disparità, a pochi chilometri di distanza, che deve essere analizzata a livello politico e dalle istituzioni bancarie”.

CNA Trentino Alto Adige: "Non possiamo permetterci la lentezza decisionale. Siamo stati bravi uniti nell'emergenza, ma ora manca un programma per la ripresa. Ripartiamo dal tavolo delle parti sociali"

“Chi va piano va sano e va lontano? Il vecchio adagio rimane valido, ma non per tutte le situazioni. La lentezza è un atteggiamento che l’Alto Adige e il Trentino, l’Italia intera, non possono permettersi nell’attuale contesto economico e sociale”.  Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige, a margine della Direzione Nazionale di CNA alla quale ha partecipato oggi in videoconferenza.

“Lento il Governo nel mettere in campo le misure prospettate – aggiunge Corrarati - in modo particolare mancano i provvedimenti attuativi per concretizzare l’ecobonus al 110% che darebbe linfa vitale all’edilizia e sbloccherebbe ingenti investimenti privati su ristrutturazioni e risanamenti di edifici. Lento, sempre il Governo, nel cercare di mettere in campo soluzioni per la sburocratizzazione del Sistema Paese. Lento nell’agire sulla pressione fiscale, da ridurre immediatamente per consentire alle nostre aziende di andare veloci”.

La lentezza si manifesta anche nel nostro territorio, visto che la programmazione di azioni da parte delle Province di Bolzano e Trento per la ripartenza, oltre quelle definite ed avviate per l’emergenza, sono ancora in divenire.

CNA Trentino Alto Adige: "Rilancio, necessario un gigantesco piano di investimenti. Semplificare, snellire e sbloccare siano parole chiave per le Province di Trento e Bolzano". Fisco, arriva la proroga

“È stata accolta la richiesta di CNA per lo slittamento della scadenza del 30 giugno al 20 luglio relativa alla liquidazione delle imposte sui redditi e dell’Iva. Un piccolo tassello, peraltro da inserire in una generale revisione del calendario fiscale che rischia di soffocare le imprese, a corto di ricavi, il prossimo settembre a causa del sommarsi delle scadenze dei pagamenti prorogati per l’emergenza Covid-19. Il rilancio vero e proprio,  però, passa attraverso un gigantesco piano di investimenti, realizzabile soltanto con il contributo determinante delle risorse europee, che auspichiamo possano essere gestire autonomamente dalle Province di Bolzano e Trento. Ma è necessaria una radicale revisione dell’architettura normativa e burocratica anche a livello provinciale”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige.

CNA-SHV: "Limite dei 30 km/h per la viabilità nel capoluogo? Artigiani e corrieri faranno prima ad usare le gambe. Veicoli aziendali a rilento, così anche le casse delle imprese saranno verdi"

“Limite dei 30 km/h per la viabilità nel capoluogo? Se così fosse, i nostri artigiani ed i nostri corrieri potrebbero tranquillamente raggiungere i luoghi di intervento o i destinatari delle consegne correndo a piedi anziché con il furgone: sarebbero più veloci, farebbero attività fisica, risparmierebbero sui costi del carburante e non inquinerebbero. Avremo finalmente una città tutta verde, anche nelle casse delle imprese”. Usa l’ironia, il presidente di CNA-SHV, Claudio Corrarati, per commentare il Piano straordinario per la viabilità anti Covid-19 elaborato dall’assessora comunale Marialaura Lorenzini e dal direttore dell’ufficio pianificazione e sviluppo del territorio Ivan Moroder.

La prima misura prevista è l’ampliamento del limite di velocità ai 30 chilometri orari a quasi tutta la città ad eccezione dei corridoi di viale Druso-piazza Verdi, via Roma-Corso Italia, via Claudia Augusta, via Maso della Pieve, via Merano, via San Maurizio e via Castel Firmiano. Questo per rendere, da settembre, più agevole la circolazione alle biciclette anche fuori dalle piste ciclabili, che comunque saranno ampliate.