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COREA: ULTERIORMENTE "TASSATI" I BONIFICI SULLE AGEVOLAZIONI

"Il Presidente della CNA-SHV Costruzioni, Emilio Corea: Sulle aziende del comparto edile incombe il raddoppio dal 4% all’8% della ritenuta d’acconto trattenuta dalle banche sui bonifici incassati per i lavori in detrazione"

La Legge di Stabilità 2015 prevede la proroga delle detrazioni del 50% e 65% per le ristrutturazioni e le riqualificazioni energetiche. Se non interverranno altre proroghe, dal 2016 gli interventi potranno usufruire della sola detrazione del 36%.
Rimane fisso l’obbligo di pagare con bonifico “parlante” i lavori effettuati per usufruire delle detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie e sulle riqualificazioni energetiche. L’obbligo di bonifico risiede nel fatto che l’istituto bancario che riceve l’ordine “riconosce” la tipologia di pagamento e applica la ritenuta d’acconto, prima di girare il pagamento al destinatario (l’impresa edile, l’artigiano ecc. ).
Se certamente apprezzabile ed utile, la proroga del bonus ristrutturazioni per l’anno 2015 agevolerà i cittadini ma penalizzerà fortemente le imprese, in particolare dell’edilizia, dell’impiantistica e della produzione infissi, che operano nel campo della ristrutturazione e della riqualificazione energetica degli edifici. Aziende per le quali è da temere una pesante flessione del mercato in cui operano e nuove difficoltà di natura finanziaria.
La ritenuta del 8% a cui sono soggetti tutti i pagamenti dei lavori interessati alle detrazioni, riduce infatti le risorse delle imprese in una fase economica ancora critica e graverà ulteriormente sulla persistente difficoltà di accesso al credito.
Il raddoppio dell’aliquota della ritenuta d’acconto rischia di essere insostenibile dalla maggioranza degli operatori.
Sugli effetti di questo aumento non c’è solo l’aspetto del pesante drenaggio di liquidità. Considerando che il reddito operativo delle aziende oscilla tra il 4% e il 9% del fatturato (prima degli interessi passivi e delle tasse) un prelievo anticipato del 8% del fatturato significa, oltre che eliminare la liquidità, soprattutto il congelamento dell'intera redditività operativa. In quest'ottica le aziende del comparto rischiano di fare fatica a sostenere i costi con conseguenze facilmente intuibili.
Dalle proiezioni eseguite per il settore delle costruzioni oggi si evince una lieve ripresa, all’interno della quale è chiara una considerevole crescita della quota dei lavori incentivati rispetto al totale del mercato della riqualificazione edilizia. Questa accenno di ripresa o meglio ipotesi di riduzione delle sofferenze del comparto, è dovuto in gran parte alla detrazione del 50 per cento per le ristrutturazioni e all’innalzamento (giugno 2013) delle agevolazioni per il risparmio energetico al 65 per cento. Il ricorso alle 'tasse invisibili', ovvero a quei prelievi che scattano automaticamente come queste, raddoppiate, ritenute d’acconto, non farà altro che obbligare all’aumento dei listini con il risultato di frenare se non bloccare, l’attuale, lieve accenno di ripresa del settore edile. I buoni propositi del bonus detrazioni rischiano di essere vanificati, il tutto in una situazione economica generale tutt'altro che tranquilla.
La crisi che ha colpito e che sta tuttora penalizzando il comparto edile deve essere contrastata con provvedimenti finalizzati alla riqualificazione, riconversione e rilancio del nostro patrimonio abitativo, non aggravata da misure di corto respiro, utili forse a fare cassa nell’immediato ma che finiranno per essere di grave danno, sia per l’ambiente che per l’economia.