TPL_GK_LANG_LOGIN
 
A+ A A-

GARFIDI erneut mit positivem Jahresabschluss, stellt eigene Ertragskraft unter Beweis – Mitgliedervertreter genehmigt Bilanz

GARFIDI (Claudio Corrarati ist Vizepräsident als Vertreter des CNA-SHV) trägt sich selbst und stützt andere: So könnte man die Ergebnisse der jüngst veröffentlichten Bilanz zusammenfassen. Die Finanzierungen, die Unternehmen durch Kreditgarantien ermöglicht wurden, kletterten auf einen neuen Höchstwert, zugleich stand bei Südtirols mitgliederstärkster Garantiegenossenschaft zum 7. Mal in Folge ein Plus in der Gewinnzeile. SWR-Präsident Hannes Mussak genehmigte die Bilanz stellvertretend für die über 3.000 Mitglieder von GARFIDI.

2019 war ein Jahr wichtiger Weichenstellungen bei GARFIDI: „Wir haben wichtige Investitionen auf den Weg gebracht. Zum einen in die Digitalisierung, die eine bessere und raschere Abwicklung von Garantien ermöglichen sollte. Zum anderen haben wir uns personell verstärkt, um unsere Rolle als Finanzierungspartner der Südtiroler Unternehmen noch besser wahrnehmen zu können. Zwei Entscheidungen, die sich im Vorkrisenjahr als goldrichtig erweisen sollten“, erklärte GARFIDI-Präsidentin Barbara Jäger. Trotz der gestiegenen Kostenstruktur sei es gelungen, einen Überschuss zu erwirtschaften. Der Gewinn laut Bilanz lag bei 71.523 Euro. Das bedeutet, dass GARFIDI seit dem Gründungsjahr 2013 stets ein positives Jahresergebnis einfahren konnte.

  • Published in Credito

Bankitalia bacchetta le banche. E conferma dubbi e perplessità sollevati dall'indagine CNA

La Banca d’Italia condivide dubbi e perplessità sulle risposte del sistema bancario italiano alle necessità di credito alle imprese. Dubbi e perplessità già sollevati nella indagine condotta recentemente dalla CNA tra artigiani e piccole imprese.

L’istituto di Via Nazionale, infatti, ha inviato “una comunicazione a un gruppo di banche che presentano un numero di erogazioni” di prestiti garantiti, “in rapporto alle richieste ricevute, inferiore al valore mediano del sistema”. Chiedendo alle stesse banche “di attivarsi rapidamente per rimuovere eventuali cause di ritardo imputabili a loro carenze”.

Lo ha reso noto il capo dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, Paolo Angelini, intervenendo in audizione di fronte ai membri della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. “Nella lettera – ha spiegato l’alto funzionario – chiediamo informazioni sulle cause dei ritardi, pur sottolineando la loro piena autonomia nella decisione di concedere o meno i finanziamenti”.

Clicca qui per leggere l’indagine

  • Published in Credito

CNA-SHV: "Necessaria maggiore liquidità per le imprese. A settembre le imprese pagheranno tasse arretrate e costi periodici a fronte di incassi ridotti. Le banche locali valutino secondo un Südtirol rating"

CNA-SHV concorda con l’analisi della Camera di Commercio di Bolzano sulle misure provinciali di sostegno a imprese e famiglie: è necessaria maggior liquidità per le imprese, soprattutto le più piccole.

“Dopo queste prime settimane di ripartenza – commenta Claudio Corrarati, presidente di CNA-SHV - si rafforza anche da parte nostra la necessità di far fronte alle richieste delle aziende da parte di banche e sistema pubblico. A settembre le imprese dovranno far fronte, oltre ai normali costi mensili e periodici, anche al pagamento di tasse e imposte sospese e rinviate durante l’emergenza sanitaria, ma dovranno farlo a fronte di incassi ridotti e pagamenti che si prevede saranno rallentati. È fondamentale che le banche locali, con il sostegno della Provincia, adottino un “Südtirol rating”, che tenga conto delle mutate condizioni di incasso delle imprese a causa degli effetti della crisi e quindi rivaluti le capacità di indebitamento delle aziende sulla base di nuovi e più realistici parametri”.

  • Published in Credito

Indagine CNA: sette imprese su dieci hanno fatto ricorso alle misure sul credito ma lamentano tempi troppo lunghi. Corrarati: meglio la defiscalizzazione

Oltre il 70% delle imprese  ha fatto ricorso ad almeno uno degli strumenti messi in campo dal Governo per fronteggiare le esigenze di liquidità innescate dalla crisi provocata dal virus. È quanto emerge da una indagine svolta dalla CNA su un campione di circa 7mila imprese di cui l'87% rappresentato da micro imprese (fino a 4 dipendenti). Quasi tutte lamentano tempi lunghi nelle procedure. CNA Trentino Alto Adige avverte: " Non è sul credito che si deve puntare per la ripartenza, ma su una defiscalizzazione concreta e tangibile sui conti aziendali. L'aiuto alle aziende non passa solo dalla creazione di altri debiti e dal differimento di quelli esistenti".  

La maggioranza delle aziende (il 53%) ha presentato domanda per ottenere credito aggiuntivo grazie al potenziamento del Fondo di garanzia previsto da decreto liquidità, il 47,6% del campione ha fatto ricorso alla cosiddetta moratoria e solo poco più del 13% ha attivato lo strumento di rinegoziazione del debito contenuto sempre nel decreto liquidità.

Le misure varate dal Governo - evidenzia CNA - hanno incontrato l'interesse del sistema produttivo. Più articolata invece la misurazione dell'efficienza degli strumenti a sostegno delle imprese. Nel complesso ha funzionato la moratoria sui prestiti, anche se il 25% delle domande presentate è ancora in lavorazione e il 30% del campione giudica eccessivi i tempi della procedura. Oltre il 90% considera la pratica semplice e senza oneri eccessivi.

Più ombre che luci, invece, sui finanziamenti con garanzia pubblica, anche per quelli inferiori a 25mila euro che avrebbero dovuto caratterizzarsi per l'estrema rapidità della procedura.  Le domande accolte sono intorno al 30% e il 65% è ancora in fase di lavorazione da parte degli istituti di credito. Per i nuovi finanziamenti superiori a 25mila euro solo il 14% ha completato la procedura mentre circa l'80% delle imprese è ancora in attesa. Il 59% considera troppo lunghi i tempi della pratica e per il 43% la documentazione richiesta è eccessiva. Scarso interesse invece per la rinegoziazione del debito a causa soprattutto della complessità dell'operazione. Per il 40% del campione la documentazione richiesta dalle banche è eccessiva.

L'indagine mostra inoltre alcuni tratti della relazione tra banca e impresa. Difficoltà di approccio sono state riscontrate dal 34% delle imprese per le domande di nuovi finanziamenti, 22,5% per la moratoria e 38% per le operazioni di rinegoziazione. A causa delle restrizioni alla mobilità, il 60% delle pratiche per la moratoria è stato gestito online, il 56% per i nuovi finanziamenti mentre si scende al 37% per la rinegoziazione del debito che necessita di una relazione "più classica".

I tempi  per la gestione delle pratiche sono inversamente proporzionali alla classe dimensionale delle imprese. Tempi più lunghi quando l'impresa è più piccola. Ad esempio per la moratoria oltre il 25% delle imprese con meno di 10 addetti è ancora in attesa di risposta, poco più del 10% per quelle con oltre 10 dipendenti. Le micro imprese si sono recate presso le filiali delle banche in misura ben superiore rispetto alle altre: il 22% per la moratoria e il 30% per la rinegoziazione del debito. Un segnale che mostra l'esigenza di valorizzare il ruolo dei Confidi per accompagnare artigiani e micro imprese nella difficile fase di transizione.

Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige, aggiunge: "Nelle due Province autonome le micro e piccole imprese possono contare anche su finanziamenti garantiti dagli enti locali attraverso i consorzi di garanzia e su preziosissimi contributi a fondo perduto, pur se con criteri che riteniamo troppo selettivi. Ecco perché riteniamo che il miglior aiuto possibile sia la defiscalizzazione di tasse e imposte nazionali e regionali, persino comunali, cancellando in parte o per intero l'importo di quest'anno in relazione ai periodi di lockdown e a quelli successivi con minori entrate".

Clicca qui per leggere l’indagine

Clicca qui per leggere l’articolo de Il Sole 24 ore

Effetto Covid sulle imprese, nel 2020 ricavi in caduta del 42%

  • Published in Credito