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Misure anti COVID-19: Imi azzerata per il settore turistico e dimezzata per gli altri settori

La Giunta provinciale ha deciso di azzerare il pagamento dell’IMI per le strutture ricettive. Gli altri settori economici possono avere una riduzione del 50% se dimostrano di avere avuto un calo del fatturato.

Sia le strutture ricettive, sia bar e ristoranti altoatesini nel 2020 non pagheranno l’Imi e fruiranno quindi di una sorta di esenzione una tantum assimilabile a quella per l’abitazione principale. Le altre attività economiche in grado di dimostrare un calo di fatturato del 20% dovuto all’emergenza Covid potranno beneficiare, invece, di uno sconto del 50 per cento. Lo ha deciso oggi (23 giugno) la Giunta provinciale, in accordo con il Consorzio dei Comuni, e la misura sarà presto inserita in una legge che passerà quindi al vaglio del Consiglio provinciale.

La misura costerà all’incirca 60 milioni di euro. In accordo con i Comuni che avranno minori entrate pari a circa 6 milioni di euro si è deciso di andare oltre a quanto previsto a livello statale per il settore turistico, arrivando in sostanza a rinunciare a riscuotere l’imposta.

Tutti coloro che vorranno fruire di queste agevolazioni dovranno presentare ai Comuni un’apposita dichiarazione sostitutiva. Le attività non turistiche dovranno però anche dimostrare di avere subito un calo del fatturato almeno del 20 per cento.

Imposte sui redditi e Iva, CNA propone di far slittare la scadenza del 30 giugno: ritardi per l'emergenza Covid. Corrarati: necessario un calendario che non paralizzi le imprese

In una lettera indirizzata al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, CNA ha auspicato lo slittamento della scadenza del 30 giugno per la liquidazione delle imposte sui redditi e dell’Iva. “Stando attenti – fa notare Claudio Corrarati, presidente di CNA Trentino Alto Adige – alla riformulazione delle scadenze tramite un calendario fiscale che eviti di far impattare imposte e tasse arretrate tutte insieme a settembre sulle casse aziendali, casse che, nel frattempo, saranno probabilmente in parte vuote per l’inevitabile calo del fatturato. Altrimenti sarà necessario chiedere la proroga della proroga, sempre con interventi tampone”.

“Sottolineiamo la difficoltà delle imprese e degli intermediari che prestano loro assistenza a rispettare il termine – prosegue Claudio Corrarati -. L’emergenza Covid-19 infatti ha determinato gravi ritardi nelle procedure di calcolo per la determinazione delle imposte sui redditi e dell’Iva. Ritardi solo in minima parte ridotti dall’esclusione della determinazione dell’acconto e saldo IRAP ovvero dallo slittamento, al 16 settembre prossimo, del versamento delle imposte e contributi relativi al periodo marzo-maggio scorso, soggetti a sospensione”.

Credito d’imposta sugli affitti commerciali, vediamoci chiaro

Il credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda, introdotto dal decreto Rilancio, spetta a prescindere dalla categoria catastale dell’immobile. Questo è uno tra i chiarimenti sostanziali emersi dall’ultima circolare dell’Agenzia delle Entrate che illustra i requisiti di accesso e le modalità operative.

Superato, quindi, il dettato normativo del Cura Italia che riconosceva il credito d’imposta per il 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, per i soli immobili rientranti nella categoria catastale C/1, l’Agenzia fiscale precisa che è possibile utilizzare nell’ immediato il credito d’imposta in compensazione nel modello F24 -utilizzando il codice tributo “6920”- a condizione che sia avvenuto il pagamento del canone di locazione. E, quindi, in caso di mancato pagamento la possibilità di utilizzare il credito d’imposta resta sospesa fino al momento del versamento.

Decreto Rilancio. Detrazioni fiscali: opzionale la trasformazione in sconto in fattura o cessione del credito ora anche alle banche

CNA Politiche Fiscali informa che la novità più rilevante del decreto legge n. 34/2020 (cd. decreto “Rilancio”) è rappresentata dal doppio intervento di ripristino del meccanismo dello sconto in fattura, accanto alla possibilità di cessione del credito d’imposta connesso alle detrazioni fiscali, ora anche alle banche.

L’articolo 121 del presente decreto introduce, infatti, in via sperimentale per gli interventi effettuati negli anni 2020 e 2021, la possibilità per i soggetti beneficiari di optare, in luogo dell’utilizzo della detrazione fiscale, delle seguenti alternative:

  1. di un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con la facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
  2. della trasformazione del corrispondente importo della detrazione in credito d'imposta, con facoltà di successive cessioni ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.