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Aiuti alle imprese nel post-lockdown: ampliata la platea dei beneficiari e prorogato al 30 settembre il termine per la presentazione delle domande

Continuano ininterrotte le procedure di erogazione del contributo a fondo perduto destinato agli operatori economici per le sofferenze dovute al lockdown causato dall’epidemia Covid 19. In virtù dei risultati raggiunti - ad oggi sono passate in pagamento 10.300 posizioni per un importo di circa 32 milioni di euro - la Giunta provinciale, su proposta dell'assessore allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli, ha ora attuato una modifica dello strumento, ampliando la platea dei potenziali beneficiari e prorogando nel contempo i tempi di presentazione delle domande al prossimo 30 settembre, al fine di massimizzare l’efficacia della misura e la ricaduta sulle imprese e i professionisti.
Soddisfatto l'assessore Spinelli per il quale "avevamo promesso tempi di erogazione contenuti, nell’ordine di 10 giorni, ma sono particolarmente soddisfatto nel constatare che è possibile superarli e fare ancora meglio".

L’Agenzia per l’incentivazione delle attività economiche (Apiae) processa ormai in tempo reale le domande di contributo presentate, che vengono successivamente transitate al Tesoriere provinciale per l’erogazione sui conti correnti degli operatori economici beneficiari del contributo. In parallelo opera anche il Servizio Agricoltura garantendo la copertura per le domande di competenza del settore, che sono in numero più esiguo ma sempre considerevole.

Rispetto alle 10.500 domande complessivamente presentate tramite il portale dedicato alla data del 16 luglio, l’Agenzia provinciale provvede quindi alla relativa concessione e al pagamento in parallelo, entro pochi giorni dalla presentazione. Ad oggi sono passate in pagamento 10.300 posizioni per un importo di circa 32 milioni di euro.

Ripresa Trentino: ampliati i finanziamenti ed estesi i tempi di applicazione a seguito dell’entrata in vigore della norma nazionale

Il Protocollo Ripresa Trentino ha permesso l'erogazione, al 15 luglio, di circa 186 milioni di finanziamenti a favore di operatori economici danneggiati dall'emergenza epidemiologica da Covid-19. Forte dei risultati raggiunti, la Giunta provinciale ha dato oggi il suo via libera – su proposta dell’assessore allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli – all’Atto aggiuntivo al Protocollo d’intesa siglato a suo tempo con Cassa del Trentino e il sistema bancario al fine di recepire le maggiorazioni previste in materia dalla normativa nazionale (la legge 40 del 5 giugno 2020). I nuovi finanziamenti richiesti a valere sul Plafond Banche 2 bis o quelli ancora in fase di istruttoria, potranno pertanto essere estesi fino ad un massimo di 30.000 euro (anziché 25.000) per una durata di 10 anni (anziché di 6).

Tra le varie misure di sostegno connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19 contenute nella legge provinciale 2/2020, è prevista la concessione di contributi provinciali in conto interessi a fronte dell'attivazione di linee di credito perfezionate con banche e intermediari finanziari aderenti all’apposito Protocollo di intesa dello scorso marzo. Le recenti norme nazionali hanno, tra il resto, ampliato alcune tipologie di intervento riguardanti l'operatività del Fondo Centrale di Garanzia Pmi, istituto rivelatosi cruciale per la concessione di molti finanziamenti erogati sul territorio provinciale attraverso il Protocollo Ripresa Trentino.

Imprenditori e liberi professionisti: al via le domande per il sostegno al reddito

E' aperta la possibilità di fare domanda di sostegno al reddito per i titolari d’impresa, soci di società e professionisti che hanno cessato l’attività a causa del COVID-19.
L’iniziativa è realizzata nell’ambito del Programma operativo FSE 2014/2020 della Provincia autonoma di Trento, grazie al sostegno finanziario dell’Unione europea - Fondo sociale europeo, dello Stato italiano e della Provincia autonoma di Trento e da attuazione a quanto previsto dalla legge provinciale 3/2020 “Riparti Trentino” che ha rinviato alla Giunta provinciale il compito di definire, con propria deliberazione, criteri di accesso, importo e durata del sostegno.

L’intervento non ha pari nel panorama nazionale e mira a garantire una tutela del lavoro, in tutte le sue forme e senza distinzioni tipologiche, per consentire pari dignità a tutti i lavoratori, a partire dal principio secondo il quale il lavoro è sempre meritevole di tutela, sia nella sua forma subordinata, che autonoma.