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Cessione del credito relativo alle detrazioni per interventi energetici estesa alle abitazioni: CNA auspica cessione alle banche

La legge di bilancio 2018 riconosce, a regime, la possibilità di cedere il credito relativo alla detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica di cui all’articolo 14 del D.L. n. 63/2013, comprendendo dunque tutte le spese effettuate sugli immobili e non soltanto quelle sulle parti comuni di edifici condominiali (art. 1, comma 3, lettera a), numeri 5 e 9, della L. n. 205/2017).

Dal 1° gennaio 2018, in luogo delle detrazioni fiscali riconosciute per le predette spese, tutti i beneficiari (soggetti Irpef e Ires) possono scegliere di cedere il corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, secondo le modalità definite da un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate di prossima emanazione.

E’ necessario precisare che il dettato normativo opera una distinzione tra i soggetti beneficiari della citata agevolazione, dal momento che riconosce solo ai soggetti “incapienti” ai fini IRPEF la possibilità di cedere le detrazioni fiscali anche alle banche e agli intermediari finanziari.

Questa possibilità, ancora insufficiente, è frutto di un intenso lavoro che la CNA sta portando avanti sin dal 2014, al fine di coniugare, insieme, le diverse esigenze delle famiglie e delle imprese nella ricerca delle fonti di finanziamento degli investimenti per le ristrutturazioni delle abitazioni o per la riqualificazione degli edifici.

Siamo convinti che la cessione del credito al settore bancario di una rendita certa e garantita dallo Stato per 10 anni consenta, inoltre, di incrementare la domanda di lavori edili.

Tale possibilità, introdotta dalla legge di bilancio 2017 solamente per i contribuenti che dichiarano redditi entro le soglie della “No tax area” (i cosiddetti “incapienti”) e solo per i lavori di riqualificazione energetica effettuati nell’ambito dei condomini, rappresenta un primo passo nella giusta direzione, a cui fa seguito quello previsto nella legge di bilancio 2018 teso ad estendere tale possibilità anche alle spese di riqualificazione energetica delle singole abitazioni, che, probabilmente, consentirà di portare a termine i lavori di riqualificazione energetica di molti edifici residenziali.

Grazie alla proposta della CNA  (cfr. si veda da ultimo il terzo Rapporto dell’Osservatorio CNA sulla tassazione della piccola impresa "Comune che vai fisco che trovi", pag 41) la possibilità di cedere i crediti corrispondenti alle detrazioni per lavori edili è stata riconosciuta anche ai soggetti diversi dagli incapienti, ma in questo caso la possibilità è limitata alle sole spese di riqualificazione energetica ed esclude, tra i soggetti cessionari, gli intermediari finanziari.

Si tratta, tuttavia, di una misura ora troppo circoscritta per avere un impatto importante sia sulle famiglie che sulla domanda interna di lavori edili. Anche perché l’esclusione delle banche tra i cessionari del credito per le agevolazioni riconosciute ai soggetti diversi dagli incapienti, determina la completa inefficacia della misura, dal momento che solamente gli istituti di credito hanno insieme sia le fonti di finanziamento che la capienza nei debiti fiscali per acquistare importanti crediti d’imposta.

Pertanto, CNA continuerà a sostenere che la possibilità di cedere il credito corrispondente alla detrazione fiscale alle banche debba essere estesa a tutti i soggetti e per tutti i lavori edili per i quali viene concessa un’agevolazione.