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Piano classificazione acustica del Comune di Bolzano. Rete Economia chiede di assegnare la classe V alla Zona produttiva di Bolzano Sud

Rete Economia – Wirtschaftsnetz ha inviato oggi, al Comune di Bolzano, le osservazioni al Piano Comunale di Classificazione acustica (PCCA). Il coordinamento che raggruppa CNA-SHV, Confesercenti, Legacoopbund, Confcooperative e CooperDolomiti, dopo una dettagliata analisi della delibera adottata il 12 marzo scorso dalla Giunta comunale, chiede che l’intera Zona produttiva di Bolzano Sud venga posta in classe acustica V e che tutte le imprese a ciclo continuo vengano collocate a richiesta in classe acustica VI.

Nel documento – firmato dai presidenti delle cinque associazioni di RE-WN – si sottolinea come “la ricchezza dell’Alto Adige dipenda anche da uno sviluppo molto capillare delle attività manifatturiere che sono insediate soprattutto nelle zone produttive. Queste ultime, pur occupando una porzione di territorio molto limitata (meno dello 0,3 per cento della superficie complessiva dell’Alto Adige), sono quelle a più alto valore aggiunto e contribuiscono in maniera determinante all’occupazione. Secondo gli studi dell’Istituto di ricerca economica della Camera di Commercio, infatti, il settore manifatturiero vale il 25 per cento del PIL provinciale, produce l’85 per cento dell’export, genera due terzi della spesa altoatesina in Ricerca e Sviluppo, forma circa il 50 per cento dei giovani apprendisti, dà lavoro a quasi 50mila dipendenti e garantisce i posti di lavoro più sicuri (9 su 10 sono a tempo indeterminato) e a più elevata qualificazione, e in quanto tali più interessanti per i giovani. In questo contesto, le aziende artigiane manifatturiere danno lavoro a 7.800 addetti, mentre altri 8.500 sono occupati nell’edilizia artigianale. Nel complesso, le imprese artigiane sono 13.200, molte delle quali, nei centri urbani più grandi, raggruppate in consorzi multipiano situati nelle zone produttive. Molto presenti, nelle zone produttive, sono anche le attività di commercio all’ingrosso ed i pubblici esercizi, così come svariate attività di servizio e del Terzo Settore, comprese quelle organizzate in forma cooperativa”.

Rete Economia-Wirtschaftsnetz auspica che la Zona produttiva di Bolzano Sud rimanga dedicata alla sua funzione principale, ovvero luogo di produzione e di lavoro: “Riteniamo che lo sviluppo sostenibile di quest’area possa assicurare anche in futuro la creazione di posti di lavoro e, più in generale, di ricchezza per il Capoluogo, i comuni limitrofi e l’intera provincia. Un limite alla competitività delle imprese, in particolare quelle manifatturiere ma senza escludere le aziende degli altri settori, con vincoli stringenti metterebbe a rischio i posti di lavoro e la sopravvivenza delle aziende stesse”.

Il limite sarebbe, in questo caso, quello del rumore. “I Piani Comunali di Classificazione Acustica non possono essere considerati soltanto documenti tecnici – affermano le cinque associazioni - ma hanno la funzione di veri piani di programmazione strategica. In quest’ottica, orientata allo sviluppo futuro, occorre dare garanzie a lungo termine nella Zona produttiva di Bolzano Sud all’attività manifatturiera, di servizio e commercio nelle forme consentite dalle norme vigenti. Le altre Regioni italiane, ma anche i Länder austriaci e tedeschi,  hanno classificato le zone produttive nelle classi V e VI: una classificazione che fissa limiti massimi che tutelano la popolazione, ma al contempo permette l’attività produttiva senza inutili limitazioni”.

Tenendo conto anche dei PCCC adottati dal Comuni capoluogo nel Nord-Est, la Zona produttiva di Bolzano ha le criticità maggiori nei punti in cui gli insediamenti abitativi del quartiere Oltrisarco-Aslago si trovano a ridosso della massicciata ferroviaria, ma pur sempre a circa 80 metri dal perimetro esterno dello stabilimento più vicino. “Su tutti i lati della Zona produttiva – ribadisce RE-WN - le distanze dalle aree abitate sono tali da consentire l’attribuzione della classe acustica V all’intera Zona produttiva, permettendo l’assegnazione della classe VI alle realtà produttive che possono averne necessità”.

La Giunta comunale, invece, sembra aver applicato un raccordo tra destinazione urbanistica delle zone e classi acustiche non previsto dalla normativa quadro; ha attribuito alla Zona produttiva di Bolzano Sud una classificazione acustica propria delle zone miste che accanto alla destinazione abitativa hanno anche un’attività produttiva a basso impatto, mentre per definizione urbanistica la destinazione abitativa in zona produttiva è esclusa fatto salvo che per gli alloggi di servizio. “Tutto ciò – si legge nelle osservazioni di Rete Economia - crea incertezza nella programmazione delle imprese, anche quelle di piccole dimensioni, interessate ad acquistare nuovi macchinari e a sviluppare la produzione, ma ostacola anche la programmazione urbanistica delle aree della Zona produttiva”.