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Energia, piccole imprese e famiglie penalizzate. CNA: costi in bolletta, decreto del governo favorisce i grandi consumatori, appello alle Province

Un miliardo e settecento milioni in un anno. Trasferiti dalle bollette dei grandi consumatori di energia a quelle di piccole imprese e famiglie, anche quelle del Trentino Alto Adige. A rilevarlo è la CNA che denuncia la mancanza di una visione strategica in materia di energia. La CNA del Trentino Alto Adige invoca anche un intervento delle Province autonome di Bolzano e Trento, che ormai hanno competenza primaria sull’energia, “perché nei bilanci delle aziende l’energia è una voce che riveste ancora oggi un costo elevato”.

“Il governo – spiega Claudio Corrarati, presidente della CNA del Trentino Alto Adige - ha emanato un decreto che ridefinisce le agevolazioni per le industrie energivore riformando la distribuzione tra i clienti dei cosiddetti oneri generali di sistema. Una importante decisione di politica industriale che l’esecutivo vorrebbe far passare per un semplice chiarimento alla Commissione europea. Proprio per l’aiuto alle imprese energivore, infatti, Bruxelles aveva aperto una procedura d’infrazione per Aiuti di Stato. Non solo. Le agevolazioni sono state allargate, attraverso un ulteriore decreto, anche ai grandi consumatori di gas”.

Un decreto ancora in fase di approvazione, inoltre, secondo quanto risulta a CNA, ridurrebbe sensibilmente i contributi alla produzione di energia rinnovabile. Una riduzione che, però, non condurrà all’auspicato alleggerimento delle bollette di famiglie e piccole imprese, proprio per la disciplina di favore accordata a imprese energivore e gasivore.

La CNA del Trentino Alto Adige chiede “di eliminare tutti gli oneri mirati a nascondere interventi di politica industriale a vario titolo caricati sulle bollette: dal sostegno alle fonti energetiche rinnovabili agli aiuti a settori specifici, come il comparto ferroviario. Per le fonti energetiche rinnovabili, in particolare – aggiunge Corrarati - proponiamo di adottare strumenti di finanziamento alternativi, al di fuori delle bollette, per rimettere questo sostegno nell’alveo della programmazione economica statale, alla stregua degli altri strumenti di politica economica. Invitiamo le Province autonome di Bolzano e Trento a prendere posizione con il Governo affinché l’oculata gestione dell’energia a livello locale non venga vanificata dalle decisioni nazionali che penalizzano piccole imprese e famiglie”.