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Corrarati: "Green economy, necessario un patto tra Università, scuole superiori e piccole imprese. Giovani diplomati e laureati per le PMI"

“Per sviluppare la green economy in Alto Adige, dove ci sono grandi potenziali di crescita, è necessaria la formazione di giovani idonei a lavorare nelle micro e piccole imprese. Si rende necessario un patto tra la Libera Università di Bolzano, le scuole superiori ad indirizzo tecnico e professionale e la rappresentanza delle micro e piccole imprese”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA-SHV, accogliendo con favore l’apertura del rettore di Unibz, Paolo Lugli, verso tutto il territorio altoatesino, nel corso dell’evento “Fattore Green”.

“L’Università - prosegue Corrarati – non può fermarsi all’accordo con gli industriali per lo sviluppo di percorsi formativi idonei alle grandi aziende. I margini di crescita della green economy sono molto ampi tra micro e piccole imprese che, però, hanno necessità di inserire in organico giovani tecnici preparati con conoscenze e capacità tali da essere assunti dalle piccole aziende, portando un valore aggiunto notevole”.

I rilievi dell’Ire della Camera di Commercio dicono che oltre il 30% di aziende locali intende assumere nuovo personale, ma lamentano difficoltà nel reperimento di ingegneri (il 53,4 percento dei posti è difficilmente ricopribile), esperti di finanza e management (40,9 percento), diplomati in matematica e scienze naturali (40,3 percento). Parallelamente Unioncamere rileva che in tutta Italia serviranno 300.000 persone in 5 anni, ma periti e laureati in materie tecniche scarseggiano e quasi il 60% delle imprese fa fatica a rintracciare risorse specializzate sul mercato.

“La green economy – osserva il presidente Corrarati – sta diventando una presa di coscienza da parte dei cittadini, però spesso viene estrinsecata sotto forma di consulenza alle imprese per adottare comportamenti e installare sistemi green. Dobbiamo invece formare i giovani affinché trovino posto nella manifattura green anche delle PMI, che può garantire occupazione di qualità a tempo indeterminato”.

Attualmente, secondo l’analisi della Camera di Commercio, su 8.501 aziende altoatesine che possono essere classificate come “green”, sono 424 quelle che producono o commercializzano tecniche o prodotti finalizzati alla riduzione dell’inquinamento aziendale. “Ed è in questo campo che occorre insistere per sviluppare la green economy in Alto Adige”, conclude Corrarati.