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CNA Trentino Alto Adige: "Decreto Dignità, forte delusione per le modifiche apportate ai contratti a tempo determinato"

“La conversione in legge del Decreto Dignità senza prestare attenzione alle preoccupazioni sulle modifiche ai contratti a tempo determinato, che ad alta voce si sono alzate per settimane da gran parte del mondo datoriale, ma in particolare da artigiani e piccole imprese, non può non lasciare dietro di sé una fortissima delusione”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige, commentando l’approvazione del Decreto legge da parte del Senato.

“Un Decreto – prosegue Corrarati - che non costruisce strumenti nuovi e più efficaci per coniugare mercato, regole e diritti dei lavoratori, ma modifica in senso peggiorativo regole e strumenti ben funzionanti e efficienti come i contratti a tempo determinato. Prima di dipingere l’Italia, e quindi anche le province di Trento e Bolzano, come un Paese in emergenza per la precarizzazione del lavoro, bisogna rendersi conto che la ripresa dell’occupazione in questi anni è stata possibile proprio grazie ad una legislazione adattiva che ha fatto incrociare le esigenze di chi domanda e di chi offre lavoro, consentendo a migliaia di lavoratori di uscire dal “nero”, da un precariato fatto di finte partite Iva, di finti soci di cooperative, e di poter disporre della protezione piena di un contratto collettivo con tutele, garanzie e diritti”.

CNA guarda le cifre: da un’analisi comparata dell’occupazione in Italia e in Europa emerge che siamo esattamente nella media e non rappresentiamo nessuna eccezione. La quota di occupati con contratto a tempo determinato, pari al 12,1% è esattamente in linea con il dato dell’Unione Europea, e addirittura più bassa rispetto a quella media dell’area euro, 13,7%. La Francia è a quota 14,8%, l’Olanda è al 18,1%, il Portogallo al 19% e in Spagna quasi un lavoratore su quattro a un impiego a tempo determinato 22,4%.

“In Europa, però - commenta il presidente regionale della CNA - nessuno si sognerebbe di pensare che un contratto a tempo determinato è un “contratto a bassa dignità” o “a dignità limitata” per il lavoratore rispetto al contratto a tempo indeterminato. Avevamo chiesto, piuttosto, di fare una cosa semplice. Reintrodurre i voucher per tutte quelle micro e piccole imprese che ne hanno spesso bisogno per limitate esigenze di lavoro e di produzione. Non siamo stati ascoltati e il problema resta, e prima o poi occorrerà metterci mano per risolverlo”.