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Deleghe di pagamento. Definita la procedura di sospensione dei modelli F24 con profili di rischio. Sollevati dubbi operativi

Come noto la legge di bilancio 2018 (art. 1, c. 990, L. n. 205/2017) ha previsto che l’Agenzia delle Entrate può sospendere, fino a 30 giorni, le deleghe di pagamento F24 contenenti compensazioni che presentano profili di rischio, allo scopo di contrastare il fenomeno delle indebite compensazioni di crediti d’imposta (si veda Notizia del 7 marzo 2018).

In attuazione di tale disposizione l’Agenzia delle Entrate ha emanato lo scorso 28 agosto 2018 il provvedimento direttoriale (in allegato) che fissa i criteri di rischio per selezionare, in via automatizzata, i modelli F24 da verificare e definisce la procedura per sospenderne l’esecuzione.

In particolare, le deleghe che presentano profili di rischio sono selezionate per l’applicazione della procedura di sospensione in base ai criteri riferiti:

  1. alla tipologia dei debiti pagati;
  2. alla tipologia dei crediti compensati;
  3. alla coerenza dei dati indicati nel modello F24;
  4. ai dati presenti nell’Anagrafe Tributaria o resi disponibili da altri enti pubblici, afferenti ai soggetti indicati nel modello F24;
  5. ad analoghe compensazioni effettuate in precedenza dai soggetti indicati nel modello F24;
  6. al pagamento di debiti iscritti a ruolo, di cui all’articolo 31, comma 1, del D.L. n. 78/2010.

Con riferimento al punto f), il presente provvedimento precisa che i modelli F24 contenenti il pagamento di debiti iscritti a ruolo sono presentati esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto della delega di pagamento.

Circa le modalità operative della procedura di sospensione, che entrerà in vigore a decorrere dal 29 ottobre 2018, il presente provvedimento solleva non pochi dubbi operativi che sono stati, in parte, già sottoposti all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate.

E’ necessario precisare che il predetto riconoscimento normativo in capo all’Agenzia delle Entrate di procedere alla sospensione delle deleghe di pagamento aveva, a suo tempo, spinto la CNA a richiedere chiarimenti in merito alla possibilità per i contribuenti di ravvedersi in caso di indebite compensazioni (cfr. Notizia 7 marzo 2018).   

A riguardo il provvedimento è intervenuto accogliendo positivamente tale richiesta. Viene precisato, infatti, che durante il periodo di sospensione l’Agenzia non effettua  l’addebito sul conto indicato nel file telematico dell’eventuale saldo positivo del modello F24 e riconosce al contribuente la possibilità di richiedere l’annullamento della delega di pagamento secondo le ordinarie procedure telematiche messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Pertanto, nulla vieta al contribuente di regolarizzare l’omesso versamento che emerge dall’annullamento della delega di versamento attraverso l’istituto del ravvedimento operoso.

Sulla base di quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate nell’ambito di Telefisco-2018, la possibilità di regolarizzare la violazione attraverso l’istituto del ravvedimento operoso è possibile anche nelle ipotesi in cui si riceva una comunicazione di scarto della delega. In particolare è stato precisato che  “Se il modello F24 viene "respinto" perché il credito è inesistente oppure non è utilizzabile (ad esempio, non è ancora maturato), si ritiene che la ripetizione del pagamento, se successiva alla scadenza prevista, debba essere sanzionata, se non accompagnata dal ravvedimento”. E’ stato chiesto, per le vie brevi, all’Agenzia delle Entrate che tale interpretazione sia confermata in un documento di prassi della stessa.

Altro dubbio operativo riguarda l’ipotesi in cui l’Agenzia, rilevato che il credito non sia stato correttamente utilizzato, considera non eseguiti tutti i pagamenti e le compensazioni contenuti nel modello F24 scartato, con la conseguente applicazione delle sanzioni su tutto l’ammontare dei debiti indicati nella delega di versamento. A nostro avviso, al contrario, in caso di scarto della delega il versamento ritenuto non eseguito è solamente quello corrispondente all’ammontare dei crediti compensati considerati inesistenti o inutilizzabili. Questa tesi interpretativa è stata condivisa, per le vie brevi, con l’Agenzia delle Entrate.

Viene ribadito nel provvedimento che restano confermate le vigenti disposizioni relative  all’obbligo di presentazione dei modelli F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Stessi criteri selettivi e stessa procedura sono applicati, ove compatibili, anche ai residui casi in cui è consentita la presentazione di deleghe di pagamento contenenti compensazioni attraverso i servizi telematici messi a disposizione da banche, Poste e altri prestatori di servizi di pagamento.

Per i modelli F24 presentati attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, con apposita ricevuta, viene comunicata al soggetto che ha inviato il modello F24 se la delega di pagamento è stata sospesa, con anche l’indicazione della data di fine del periodo di sospensione che non può essere maggiore di trenta giorni rispetto alla data di invio del modello F24.

In caso di esito positivo alle verifiche effettuate dall’Agenzia delle Entrate, il credito risulta correttamente utilizzato e la delega di pagamento si considera effettuata nella data indicata nel file telematico inviato.

E’ stato chiesto, per le vie brevi, all’Agenzia delle Entrate di chiarire come operi la procedura di comunicazione delle ricevute inviate dall’Agenzia nelle ipotesi di sospensione o scarto, laddove il contribuente abbia presentato il modello F24 attraverso altri servizi telematici.

Sarà nostra cura rendere nota la posizione dell’Agenzia riguardo ai dubbi sollevati.

Documenti Allegati: