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Barometro dell’economia IRE – autunno 2018. Il clima di fiducia nell’economia altoatesina rimane molto favorevole

Il clima di fiducia nell’economia altoatesina rimane molto favorevole e quasi tutte le imprese considerano soddisfacente la redditività. Ciò emerge dall’edizione autunnale del Barometro dell’economia dell’IRE – Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano. Nove imprese su dieci giudicano favorevolmente i risultati economici conseguiti nel 2018 e le aspettative per l’anno prossimo sono positive addirittura per il 94 percento degli operatori intervistati. Nonostante il leggero rallentamento della congiuntura internazionale, l’IRE stima una crescita del prodotto interno lordo dell'Alto Adige pari al 2,1 percento nel 2018 e al 2 percento nel 2019.

Economia altoatesina

L’edizione autunnale del Barometro dell’economia conferma per il 2018 un livello di fiducia molto elevato, con il 90 percento degli operatori che si dichiara soddisfatto della redditività. Gli imprenditori e le imprenditrici ritengono inoltre che la dinamica congiunturale si manterrà robusta, tanto che il 94 percento di loro prevede di poter conseguire utili soddisfacenti anche il prossimo anno. Quasi un quarto degli intervistati confida in una redditività davvero buona nel 2019.

I fatturati sono in crescita ormai da quattro anni e nel 2018 le imprese hanno potuto incrementare il proprio volume d’affari su tutti i mercati, in primis su quello provinciale. A questo risultato ha contribuito anche l’aumento dei prezzi di vendita, che in Alto Adige sono cresciuti mediamente dell’1,9 percento negli ultimi dodici mesi. Secondo le imprese, la dinamica dei fatturati dovrebbe mantenersi positiva anche l’anno prossimo.

Il 2018 ha fatto inoltre registrare un incremento degli investimenti, soprattutto per quanto riguarda i macchinari. Ciò anche grazie all’incentivo statale rappresentato dal super ammortamento, che purtroppo non sarà rinnovato per il prossimo anno. Gli operatori lamentano un deciso aumento dei costi, che però non sembra pregiudicare la competitività delle imprese. Le condizioni di accesso al credito e la puntualità della clientela nei pagamenti sono giudicate stabili.

L’andamento congiunturale positivo si riflette anche sul mercato del lavoro: tra gennaio e settembre 2018 il numero degli occupati dipendenti in Alto Adige si è attestato mediamente a 209.770 unità, pari al 3,5 percento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per il 2019 le imprese prevedono ulteriori assunzioni.

Il clima di fiducia si mantiene buono in tutti i settori di attività, segno che la crescita sta interessando l’intera economia. L’ottimismo è particolarmente elevato nel turismo e nelle attività di commercio e riparazione di veicoli. Ancora più confortanti sono le previsioni per il 2019, con incrementi di redditività attesi in quasi tutti i comparti.

La fiducia delle imprese trova riscontro anche tra le famiglie. Nei primi nove mesi del 2018 l’indice del clima di fiducia dei consumatori rilevato dall’IRE si è mantenuto su livelli superiori alla media italiana ed europea, nonché al trend di lungo periodo. In particolare, gli altoatesini si confermano ottimisti per quanto riguarda le proprie possibilità di risparmio e l’andamento del mercato del lavoro.

Economia italiana ed europea

Il clima di fiducia di imprese, consumatori e consumatrici resta positivo anche in Europa, pur presentando segnali di deterioramento. L’indice “Economic Sentiment Indicator” è ancora elevato, ma è gradualmente sceso nel corso dell’anno rispetto ai livelli massimi di dicembre 2017. A frenare la fiducia contribuisce principalmente il rallentamento del commercio internazionale, ma anche l’emergere di tensioni finanziarie e valutarie sui mercati emergenti (ad es. Turchia, Argentina). Tali considerazioni hanno portato la Commissione Europea a rivedere al ribasso le stime di crescita per l’area euro nel 2018, che rimangono tuttavia ampiamente positive (2,1 percento). Prosegue la diminuzione del tasso di disoccupazione, che nell’eurozona è attualmente pari all’8,1 percento.

Per il 2019 permane l’incognita sugli effetti della Brexit e aumenta l’incertezza legata alle prossime elezioni europee. Stanno inoltre gradualmente venendo meno alcune condizioni che avevano favorito l’economia europea negli anni passati, per effetto del rincaro del petrolio e del termine del programma di acquisto di titoli della Banca Centrale Europea.
I fondamentali dell’economia europea appaiono comunque solidi e la Commissione prevede per il 2019 una crescita del PIL dell’Eurozona dell’1,9%. I principali partner commerciali dell'Alto Adige, ossia la Germania e l’Austria, faranno registrare una performance simile (+1,8 e +2,0 percento rispettivamente).

Per l’Italia le stime di crescita sono state riviste al ribasso, dopo i deludenti dati del terzo trimestre: per il 2018 l’Istat prevede un incremento del PIL dell'1,1 percento. Pesa in questo caso anche il rallentamento della produzione industriale, in particolare nel settore automobilistico. La crescita è attualmente sostenuta dai consumi privati e dagli investimenti, oltre che dalle condizioni di finanziamento che continuano ad essere favorevoli. Per il 2019 si prevede un incremento del PIL ancora modesto, nell’ordine dell’1,2 percento. Molta incertezza è legata alla definizione della Legge di Bilancio. Il Governo programma una politica espansiva, con interventi che spaziano dal contrasto alla povertà, al sistema pensionistico e a quello fiscale. La manovra è però stata fortemente criticata dalle istituzioni italiane ed europee per la sua dubbia efficacia e l’aggravamento del deficit di bilancio. In particolare, la Commissione Europea ha già bocciato il provvedimento e si appresta ad aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. In generale lo scenario economico nazionale, seppur migliorato rispetto agli scorsi anni, resta penalizzato da elementi di debolezza quali il debito pubblico e l’elevata disoccupazione.

Alla luce dei segnali positivi che giungono dall’economia locale, e nonostante l’indebolimento delle prospettive di crescita in Italia e in Europa, l’IRE prevede per l’Alto Adige una crescita del prodotto interno lordo del 2,1 percento nel 2018 e del 2 percento nel 2019.

Il Presidente della Camera di commercio di Bolzano, Michl Ebner, sottolinea l’esigenza di mantenere un elevato livello di investimenti: “Il 2018 si conferma un anno positivo per l’economia altoatesina, come indica l’elevata fiducia di imprese e consumatori. Ora è fondamentale continuare a garantire condizioni favorevoli agli investimenti, in modo da mantenere e accrescere la competitività delle nostre aziende”.