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CNA Trentino Alto Adige: credito, il Governo rischia di penalizzare le piccole imprese modificando l'accesso al Fondo di garanzia per le PMI

  • Published in Credito

"Le politiche del credito non vanno nella direzione delle piccole e medie imprese. Il problema per il mondo del credito non sono i piccoli ma chi ritiene che le piccole imprese siano un problema del Paese e non una risorsa". Dopo i dati che confermano la riduzione dei finanziamenti per piccole imprese e l'aumento per le grandi, Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige, commenta negativamente, in linea con la posizione di Rete Impresa Italia, la posizione del Governo sui fondi di garanzia.

"È forte il disappunto e grande la preoccupazione - afferma Corrarati - rispetto alla proposta di estendere l'accesso al Fondo di garanzia per le Pmi anche a operazioni di grande importo e alto rischio, innalzando la soglia massima garantita per singola impresa da 2,5 a 3,5 milioni di euro. Tale iniziativa andrebbe a snaturare la funzione del Fondo pubblico di garanzia, che nasce con la finalità di sostenere le micro, piccole e medie imprese con difficoltà di accesso al credito.

"Tutto ciò - prosegue Corrarati - in una fase in cui la dinamica tendenziale dei prestiti alle imprese continua a essere caratterizzata da una significativa discriminazione dimensionale. La stessa Banca d'Italia, nel Rapporto sulla stabilità finanziaria, precisa che i dati relativi a un ampio campione di società di capitale indicano che per le aziende di media e grande dimensione i prestiti hanno ripreso a crescere in quasi tutti i settori di attività, mentre le imprese di minore dimensione incontrano crescenti difficoltà nell'accesso al credito, che continua a ridursi anche per quelle con bilanci equilibrati. Andamento che riscontriamo anche nei dati Bankitalia del Trentino Alto Adige relativi al primo semestre 2018".

Questo avviene - sottolinea la CNA regionale - nonostante in Italia, Trentino Alto Adige compreso, le imprese con meno di 20 addetti rappresentino il 98,2% del tessuto produttivo, occupando nove milioni circa di addetti, pari al 57,2% del totale. Nessun altro Paese dell'Eurozona può contare su una platea di micro e piccole imprese così determinante per l'occupazione.

"La modifica che si vuole introdurre - conclude Corrarati - risulta non coerente rispetto a un utilizzo efficace ed efficiente delle risorse pubbliche e avrebbe l'effetto di concentrarne l'utilizzo, e il rischio finanziario collegato, su operazioni di grande importo per imprese di dimensioni tali, peraltro, da avere accesso diretto al mercato del credito. Insomma continua la disattenzione alle piccole aziende da parte del sistema del credito e da parte dello stesso Governo".