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Legge di bilancio 2019. Sterilizzazione clausole salvaguardia IVA - Occorre liberare le risorse per la crescita del Paese

La legge di bilancio 2019 ha scongiurato l’aumento delle aliquote Iva per l’anno 2019 e sterilizzato parzialmente gli aumenti dell’imposta previsti nel 2020 e nel 2021, disciplinati dall’articolo 1, comma 718 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di stabilità 2015) così come modificato, da ultimo, dall’articolo 1, comma 2 della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

Pertanto, per il 2019 la totale sterilizzazione degli aumenti delle aliquote IVA ha permesso che l’aliquota IVA ridotta restasse ferma al 10%, a fronte del previsto aumento di 1,5 punti percentuali, che avrebbe determinato un’aliquota IVA ridotta pari al 11,5%. 

Lo stesso dicasi per l’aliquota ordinaria IVA che, ridotta di 2,2 punti percentuali, passa dal 24,2% all’attuale 22%.

Con l’ausilio di una tabella si evidenziano i previsti aumenti delle aliquote IVA qualora non si dovesse procedere per gli anni 2020 e seguenti alla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia.


Si tratta di risorse considerevoli che, come ribadito in più occasioni dalla CNA, potrebbero essere destinate alla realizzazione di progetti di crescita per il Paese, riducendo la pressione fiscale e favorendo così lo sviluppo delle imprese esistenti e di quelle di nuova costituzione.Appare subito chiaro che la mancata sterilizzazione delle clausole di salvaguardia richiederebbe una copertura finanziaria, per il 2020, pari a 22,672 miliardi di euro arrivando addirittura a 28,353 miliardi per l’anno 2021.

Tuttavia, nell’attuale contesto economico non bisogna comunque sottovalutare il fatto che un ulteriore innalzamento così importante della tassazione sui consumi, avrebbe effetti catastrofici sui consumi delle famiglie e penalizzerebbe i livelli di reddito medio-bassi.

Ora, più che mai, è necessario – sia attraverso una seria politica di revisione e contenimento della spesa pubblica improduttiva sia attraverso interventi di contrasto all’evasione fiscale – continuare su questa strada e scongiurare comunque aumenti così importanti delle aliquote IVA, in specie dell’aliquota agevolata del 10%.