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Il Parlamento Europeo approva il pacchetto mobilità. CNA Fita: sembra confermato il maggior rigore verso il cabotaggio

Il 4  Aprile scorso, il Parlamento Europeo ha approvato il pacchetto mobilità, dando così il via libera alla revisione delle norme in materia di cabotaggio, sui tachigrafi, sui periodi di guida e di riposo e sul distacco dei conducenti. Questa posizione dovrà ora essere negoziata con il Consiglio.

In linea generale, il Parlamento ha richiesto norme più chiare e uniformi sulla retribuzione e sui periodi di riposo per tutti i lavoratori europei nel settore dell’autotrasporto.

Questo pacchetto ha l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro di tutti i conducenti europei, e cerca così di limitare le situazioni di dumping sociale che in questi anni hanno troppo spesso penalizzato le imprese italiane.

Per quanto riguarda il cabotaggio (le operazioni di trasporto in un altro paese Ue effettuate a seguito di una consegna internazionale in entrata), è stato fissato un limite massimo di 3 giorni di permanenza nel Paese ospitante (differentemente ai 7 previsti dall’attuale normativa); nell’arco di questi 3 giorni le operazioni di trasporto non hanno limiti numerici (l’attuale normativa prevede un massimo di tre operazioni).  A queste operazioni dovrà seguire un periodo di 60 ore entro le quali il veicolo non potrà fare nuovamente ritorno nel Paese in cui ha effettuato le operazioni di cabotaggio; tutto ciò per evitare che il cabotaggio diventi sistematico.

CNA Fita ritiene che, pur rendendo il numero delle operazioni di cabotaggio illimitato, la riduzione a 3 giorni della permanenza sul territorio dello stato ospitante ed il fatto che non sia consentito effettuare, con lo stesso veicolo, operazioni di cabotaggio nelle 60 ore successive al rientro nello stato membro di stabilimento, possano essere condizioni che contribuiscono a garantire la temporaneità del servizio.  Utile a rimarcare e contribuire a determinare il carattere di temporaneità del cabotaggio, è anche l’ulteriore condizione approvata che prevede che il nuovo trasporto internazionale in entrata, deve provenire dallo Stato membro in cui è stabilità l’impresa.

Al fine di semplificare il lavoro dei conducenti e ottimizzare i tempi dei controlli su strada, il Parlamento chiede che vengano utilizzate le tecnologie digitali attraverso i tachigrafi di ultima generazione. Per quanto riguarda i periodi di riposo, gli autotrasportatori dovranno organizzarsi in maniera che i conducenti rientrino a casa almeno ogni 4 settimane e che i periodi di riposo obbligatori nel fine settimana (riposo regolare) non siano trascorsi all’interno della cabina del camion.

Secondo CNA Fita, migliori condizioni di lavoro e di sicurezza sono alcune delle prerogative necessarie per ridare dignità all’autotrasporto contribuendo così anche ad invertire la tendenza che vede sempre meno giovani avvicinarsi al lavoro di autista. In Italia, in Europa, è oramai consolidata una forte carenza di autisti, le condizioni lavorative, di accesso e rinnovo dei titoli professionali necessari per la conduzione dei veicoli, dovrebbero essere migliorate e semplificate in modo significativo per aumentare l’attrattiva verso questa professione.

Infine, riguardo al distacco dei conducenti, il Parlamento Europeo ritiene che anche il cabotaggio stradale di merci rientri nella normativa del distacco dei lavoratori e che pertanto per esso si debbano rispettare le norme comunitarie sui lavoratori distaccati. Il Parlamento chiede infatti che, ad esclusione del transito e delle operazioni bilaterali con un carico o scarico supplementare in ogni direzione (o zero in uscita e due al ritorno), si applichino le regole del distacco dei lavoratori anche nei trasporti transfrontalieri e nelle operazioni di cabotaggio.

A tal proposito, prevedere l’obbligo di applicare le condizioni di trattamento salariale del Paese di consegna sin dal primo giorno di distacco, era esattamente ciò che CNA Fita richiedeva.

A tutela delle nostre imprese ci saremmo aspettati maggiori restrizioni nei confronti di chi opera creando dumping, di chi crea società di comodo ma siamo altrettanto consapevoli di quanto sia difficile far coesistere interessi molto diversi tra loro e, in ogni caso, un giudizio complessivo e definitivo potrà essere dato soltanto dopo la chiusura di tutto l’iter legislativo.

Rimane inoltre inteso che qualsiasi provvedimento – rileva CNA Fita - dovrà essere accompagnato da un sistema efficace e ineludibile di controllo in grado di porre fine una volta per tutte ad un sistema di concorrenza sleale che negli ultimi anni ha penalizzato oltremisura le imprese di autotrasporto italiane.