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Indicatori sintetici di affidabilità (Isa). Definita la premialità ed i metodi di acquisizione del correttivo individuale

Più chiari i dettagli applicativi degli Indicatori Sintetici di Affidabilità (cd. ISA), che archiviano definitivamente l’epoca degli studi di settore a partire dal periodo d’imposta 2018.

Per tale annualità ormai incombono gli adempimenti dichiarativi, ma a parte il l’approvazione degli ISA (note tecniche e modelli per la comunicazione dei dati), ancora mancano importanti tasselli per consentire la riuscita del passaggio da uno strumento nato per l’accertamento (studi di settore) a uno di compliance che valorizza l’adempimento spontaneo mediante l’applicazione di un sistema premiale (ISA).

Nello specifico mancano infatti i provvedimenti che fissano i livelli premiali spettanti a seconda del punteggio ISA e le modalità di acquisizione degli ulteriori dati che l’Agenzia deve metter a disposizione dei contribuenti per poter eseguire il calcolo dell’ISA.

Nell’attesa della formalizzazione ufficiale dei provvedimenti, nell’incontro con l’Agenzia delle entrate, avvenuto oggi 9 aprile 2019 con i rappresentanti delle Associazioni di categoria non senza discussione, sono stati anticipati i livelli di voto e a quali benefici sono applicabili le premialità, nonché le modalità di acquisizione degli ulteriori dati da parte di contribuenti e intermediari.

Da valutare positivamente il risultato ottenuto, cosa non scontata, di semplificare il più possibile mantenendo i punteggi di premialità uguali per tutti gli ISA (ordinari e semplificati).

Ciò premesso, i livelli di premialità possono essere distinti in tre livelli:

  • chi supera il 6:  non entra nelle analisi del rischio effettuate dall’Agenzia delle entrate e dalla Guardia di Finanza per la predisposizione delle liste di controllo che consente quindi un buon livello di tranquillità fiscale;
  • chi supera l’8: vede l’anticipazione di un anno della prescrizione per gli accertamenti e l’esonero dall’apposizione del visto di conformità o della garanzia in materia di IVA per crediti a rimborso o in compensazione fino a 50.000 euro insieme all’esonero dal visto di conformità per crediti da compensare in materia di imposte dirette e Irap fino a 20.000 euro;
  • chi supera il 9: ha l’esclusione da ulteriori accertamenti di natura induttiva basati su presunzioni semplici, non è soggetto alla disciplina delle società di comodo e in perdita sistemica, nonché l’applicazione del cd. redditometro con soglie più elevate.

Per converso, le imprese con punteggio fino a 6 potranno rientrare nelle liste selettive di controllo predisposte dall’Amministrazione finanziaria mediante l’analisi del grado di rischiosità basato anche su ulteriori dati in possesso dell’Anagrafe tributaria.

Sul punto CNA insieme a RETE Imprese Italia ha sottolineato la necessità che per ottenere l’esclusione dagli accertamenti analitici induttivi sia sufficiente il superamento di un punteggio superiore ad 8 e non a 9 come ci è stato presentato.

Dall’analisi dei dati risultanti dall’applicazione simulata sulla base dati 2017 degli ISA, è risultato che il 59,6% delle imprese avrebbe raggiunto un punteggio pari o superiore a 6, il 48,5% maggiore o uguale a 7; il 31% avrebbe raggiunto un punteggio pari o superiore a 8 e ben il 21,3% avrebbe raggiunto il punteggio pari o superiore a 9. Dall’inevitabile confronto con il sistema premiale previsto in materia di studi di settore emerge chiaramente come l’ipotizzato schema di premialità degli ISA sia maggiormente graduato e premiante rispetto al livello di premialità degli studi per il 2017 che è stato del 28,4%.

I presupposti, seppur simulati, sono quindi di buon auspicio per porre le basi di un effettivo cambiamento epocale nei rapporti tra fisco e contribuenti. Occorrerà tuttavia vigilare, e CNA sarà in prima linea a supporto delle imprese, e segnalare tempestivamente le eventuali anomalie che dovessero emergere in funzione della effettiva applicazione degli ISA sul periodo d’imposta 2018. D’altra parte quest’anno è pur sempre il primo anno di applicazione di un nuovo strumento che inevitabilmente avrà bisogno di aggiustamenti in corso d’opera e che l’Agenzia con Sose e Sogei si sono resi disponibili a mettere in campo tempestivamente. L'ulteriore elemento di criticità, riguarda l’incognita sui risultati che porterà l’ormai famoso “coefficiente individuale” a personalizzare l’esito dell’ISA per ogni impresa.

E’ bene ricordare che il “coefficiente individuale” fa parte dei dati che l’Agenzia delle entrate deve mettere a disposizione dei contribuenti affinché possano essere eseguiti i calcoli per l’assegnazione dell’ISA. A tale riguardo sono state presentate le modalità di acquisizione degli ulteriori dati da parte di Sogei e Agenzia delle entrate che nel rispetto delle esigenze manifestate dal Garante della Privacy, rispondono in pieno  alle richieste di massima semplificazione formulate anche da Rete Imprese Italia.

L’acquisizione potrà essere effettuata in modo “puntuale” direttamente dal contribuente mediante le proprie credenziali nell’apposita partizione dell’area riservata del Cassetto fiscale. L’intermediario delegato al Cassetto fiscale potrà anch’esso acquisire i dati del contribuente in modo “puntuale” (senza necessità di ulteriori deleghe).

L’intermediario potrà inoltre acquisire in modalità “massiva” i dati delle imprese assistite. In tale caso occorre distinguere, se l’intermediario è già stato delegato alla consultazione del cassetto fiscale del contribuente, lo stesso potrà semplicemente compilare il file cumulativo di richiesta con l’indicazione del codice fiscale del contribuente, barrando la casella che sussiste la delega al Cassetto fiscale.

Qualora invece, l’intermediario non sia stato delegato alla consultazione del Cassetto fiscale, l’intermediario deve acquisire una nuova delega contenente il “servizio e anno di riferimento dei dati richiesti”, i dati del delegante e gli estremi del documento di riconoscimento e i dati del delegato (intermediario). I dati delle deleghe  andranno annotati su un registro giornaliero  cronologico e conservate 10 anni. Per ciascun contribuente il file di richiesta deve contenere, oltre al codice fiscale del delegante, il numero e la data della delega con gli estremi del documento, nonché gli elementi di riscontro atti a garantire l’effettivo conferimento della delega (alcuni dati IVA o in alternativa alcuni dati da modello studi di settore).

Entro 5 giorni dall’invio della richiesta “massiva”, previa verifica delle informazioni fornite, il sistema fornisce i dati nell’area riservata dei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate dell’intermediario.

Scaricati i dati dei diversi contribuenti gli intermediari potranno conseguentemente acquisire gli stessi nelle procedure informatiche proprie o fornite da Sogei per il calcolo degli ISA.

E qui sta la nota dolente che a tutt’oggi non si è in grado di sapere entro quale data sarà fornito lo strumento informatico per il calcolo degli ISA da parte di Agenzia/Sogei.

Come si è già avuto modo di sottolineare, infatti, per una buona riuscita della compliance occorre mettere in grado tutti gli operatori e i contribuenti di valutare attentamente, soprattutto con un nuovo strumento come è quello dell'ISA, gli impatti dei risultati, le possibili valutazioni di adeguamento dei ricavi per ottenere un migliore punteggio ISA ai fini della premialità e, conseguentemente, versare le imposte derivanti dai dichiarativi influenzati anche dall’applicazione dell’ISA.

Se tutto ciò non sarà fatto quanto prima sarà inevitabile dover attendersi una proroga degli adempimenti/versamenti.