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REVISIONE PREMI INAIL: I VANTAGGI PER LE IMPRESE

Il Decreto Interministeriale del 27 febbraio 2019 ha dato il definitivo avvio alla riforma del sistema tariffario dell’INAIL e conclude una pluriennale battaglia che la CNA ha combattuto su tutti i tavoli, per ottenere un revisione e un aggiornamento delle tariffe che recuperasse gli storici avanzi di gestione, in particolare quelli della gestione Artigianato.

Altri importanti risultati ottenuti sono sia l’impegno previsto legislativamente, di un monitoraggio e conseguente revisione ed aggiornamento triennale delle tariffe, sia quello di mantenere inalterato lo sconto artigiani calcolato annualmente (articolo 1, commi 780 e 781, Legge n. 296/2006).

Oltre alla revisione delle tariffe premi che mediamente si abbassano del 32%, la riforma riguarda l’aggiornamento del nomenclatore, il ricalcolo dei tassi medi e il meccanismo di oscillazione del tasso per andamento infortunistico.

Nel nuovo nomenclatore i tassi sono stati calcolati in funzione dello specifico ed attuale rischio lavorativo prendendo in esame i dati infortunistici 2014/2017 (quelli precedenti facevano riferimento al triennio 1995-1997). Sono inoltre state eliminate le voci di attività obsolete, perché relative a un contesto produttivo ormai superato. Questa razionalizzazione si è tradotta in una significativa riduzione del numero delle voci di tariffa, che sono passate quindi da 739 a 595.

Il calo complessivo dell’onere finanziario per l’assicurazione, che grava ogni anno sulle imprese in generale, raggiunge l’importo di circa 1,7 miliardi di euro, superando quindi di circa 500 milioni annui, a regime, la riduzione lineare finora provvisoriamente applicata (L. 147/2013), calcolata su un plafond di risorse di 1.200 milioni di euro l’anno. I nuovi tassi, inoltre, anche per le lavorazioni più rischiose sono stati ridotti entro il 110 per mille, rispetto al 130 per mille della Tariffa 2000.

È stata inoltre confermata la riduzione del premio per gli interventi di prevenzione (OT24), volti al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza in ambito aziendale; come confermato risulta anche l’impegno per il sostegno dei progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro (Bando ISI), previsti dal Decreto Legislativo 81/2008, in linea con le risorse mediamente erogate nell’ultimo quinquennio.