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Arera contraria a nuovi rinvii del mercato libero dell’energia

La regolazione dei servizi di pubblica utilità deve contribuire a colmare il drammatico divario territoriale italiano, in particolare nella gestione delle risorse idriche e dei rifiuti. Alla sua prima relazione annuale, Stefano Besseghini, presidente dell’Autorità per energia reti e ambiente, ha indicato il ruolo e le nuove funzioni dell’authority che assumono un significato particolare per realizzare, insieme ad altre istituzioni, la transizione verso la sostenibilità. La regolazione di settori strategici e fondamentali per la vita di imprese e cittadini – acqua, energia, rifiuti – dovrà essere realizzata secondo una visione organica che metta in interconnessione i settori, al fine di rispondere in maniera adeguata alle richieste dei cittadini e delle imprese rispetto alla fornitura di servizi omogenei, qualificati ed efficienti.

Al centro della regolazione, infatti, deve esserci il consumatore consapevole – sia esso impresa o cittadino – nella sua nuova veste di soggetto attivo (prosumer) e integrato con la rete di distribuzione.

Tale orientamento è coerente con un approccio olistico alle politiche della sostenibilità, in cui energia ed economia circolare vanno di pari passo sia nell’ottica dell’uso razionale delle risorse, sia nella prospettiva di nuovi scenari di crescita e sviluppo per il paese.

Il presidente di Arera si è quindi soffermato sul settore dell’energia. La relazione dell’autorità certifica anche quest’anno che il costo della bolletta elettrica per le Pmi rimane troppo gravoso, a causa della distribuzione sperequata degli oneri generali di sistema tra le diverse fasce di contribuenti e che penalizza fortemente le piccole imprese connesse in bassa tensione.

La relazione conferma che le Pmi italiane sono le maggiori finanziatrici del sistema degli oneri, in particolare della componente Asos, destinata al finanziamento degli incentivi alle rinnovabili. In linea con le risultanze del recente Osservatorio sull’energia 2019 elaborato dal Centro studi CNA, nonostante un leggero calo della componente Asos, i dati confermano che la bolletta delle piccole imprese è la più cara d’Italia (e d’Europa), a fronte invece dei forti sgravi sull’energia di cui si avvantaggiano le imprese industriali (1,7 mld di euro) e che di fatto azzerano il contributo di queste ultime alla voce Oneri. È giunto il momento di correggere tale impostazione, sollecitando la politica a farsi finalmente carico della riforma del sistema degli oneri generali, scorporando il finanziamento dalla bolletta e spostandolo sulla fiscalità generale.

Sempre con riferimento all’energia elettrica, la relazione richiama la necessità di realizzare definitivamente il superamento delle tutele di prezzo, senza incappare in possibili ulteriori rinvii che contribuirebbero a dare incertezza ad operatori e consumatori. Passi in avanti sono stati compiuti per strutturare le condizioni minime di concorrenza e trasparenza necessarie alla definitiva apertura del mercato libero, ma occorre intensificare gli sforzi per verificare che le disposizioni siano correttamente applicate e, soprattutto, gli strumenti individuati siano effettivamente efficaci per accompagnare circa venti milioni di utenti in questo passaggio.

Sull’apertura del mercato libero Besseghini ha richiamato gli operatori ad un maggiore impegno nella qualità della propria attività commerciale.  In tal senso, l’adozione dell’albo fornitori da parte del ministero dello Sviluppo economico – insieme all’avvio del Portale per la confrontabilità delle offerte e del Portale consumi – dovrebbero garantire maggiore trasparenza al mercato retail.