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Deducibilità IMU dal reddito di impresa. Grazie alla CNA si arriva al 100% anche se solo dal 2023

Con il c.d. Decreto Crescita (articolo 3 del DL 34/2019) viene incrementa progressivamente la percentuale di deduzione dell’IMU dovuta sui beni strumentali sia dal reddito d’impresa che dal reddito di lavoro autonomo, sino a raggiungere la deducibilità del 100% a decorrere dall’anno d’imposta 2023.

Nel periodo transitorio, l’imposta sarà deducibile, con le seguenti percentuali:

  • 2019: 50%
  • 2020: 60%
  • 2021: 60%
  • 2022: 70%

Si tratta di una delle proposte che la CNA fa da diverso tempo alle istituzioni per due motivi ben precisi. In primo luogo perché l’indeducibilità determina una forte iniquità nella tassazione. L’IMU pagata sui beni strumentali dell’impresa, infatti, costituisce un costo strettamente afferente alla produzione dei ricavi e come tale deve essere completamente deducibile. In secondo luogo perché l’aumento della deducibilità, considerata l’elevata imposizione IMU sugli immobili strumentali delle imprese, determina un risparmio rilevante sui tributi e contributi dovuti sul reddito d’impresa.  Considerando l’imposizione complessiva sul reddito d’impresa di artigiani, commercianti e professionisti (IRPEF/IRES addizionale comunale e regionale all’IRPEF ed IVS-contribuzione), si stima che per ogni 100 euro di maggiore IMU deducibile, la tassazione diretta sul reddito si riduce di 52 euro.