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Sconto in fattura sulle ristrutturazioni, l'appello di CNA per abrogare l'articolo 10 fa breccia in Parlamento. Sostegno dai parlamentari del Trentino Alto Adige. La petizione online va verso le 5.000 firme

Si allarga il fronte delle forze politiche favorevoli alla cancellazione dell’art. 10 del Decreto crescita sollecitata dalla CNA, mentre la petizione online va verso le 5.000 firme. Numerose le adesioni anche dei parlamentari del Trentino Alto Adige.

In Senato sono stati presentati due distinti Disegni di legge per abrogare la norma che penalizza le piccole imprese, uno a firma PD e l’altro Forza Italia. L’articolo 10 prevede che per i lavori di efficientamento energetico e di prevenzione antisismica venga riconosciuto uno sconto in fattura al cliente pari all’ammontare dell’incentivo fiscale che l’impresa recupererà in cinque anni.

Lo scorso 22 luglio la CNA Trentino Alto Adige aveva inviato una lettera aperta molto dettagliata ai parlamentari regionali. Hanno risposto all’appello, annunciando la presentazione di disegni di legge di maggioranza o minoranza, il senatore Dieter Steger (Svp) che è in contatto con la maggioranza Lega-M5S per un apposito disegno di legge che sarebbe in arrivo, la senatrice Elena Testor e la deputata Michaela Biancofiore (Forza Italia),  il senatore Andrea De Bertoldi (Fratelli d’Italia). Da Bruxelles, l’eurodeputato Herbert Dorfmann (Svp) ha garantito sostegno al ricorso presentato da CNA alla Commissione Ue contro l’articolo 10 (analogo ricorso è stato presentato all’Antitrust).

“Le proposte presentate in Senato anche grazie ai parlamentari del Trentino Alto Adige - spiega Claudio Corrarati, presidente della CNA regionale - recepiscono i rilievi della CNA sull’articolo 10 che altera la concorrenza penalizzando le micro e piccole e favorendo solo i grandi gruppi. È necessario fare presto poiché la norma sta rallentando un mercato già provato da anni di crisi”. 

Sono 64 le imprese associate alla CNA che hanno presentato ricorsi all’Antitrust ed alla Commissione Europea per chiedere di verificare l’illegittimità, in termini di lesione del diritto comunitario e nazionale sulla concorrenza, dell’articolo 10. La petizione online sulla piattaforma change.org lanciata il 22 luglio in poco più di una settimana ha raggiunto quasi le 5.000 firme. “La politica si è finalmente accorta dei danni che sta facendo a tutto il mondo dell’artigianato e della piccola impresa che opera nel settore delle ristrutturazioni edili e della riqualificazione energetica – conclude Corrarati - ma un disegno di Legge ha un iter lungo ed articolato i cui tempi di conclusione non sono prevedibili. La soluzione al problema potrà essere trovata verosimilmente includendo l’abrogazione nella Legge di Stabilità che dovrà essere portata all’esame del Parlamento a fine settembre. Ecco perché proseguiamo una mobilitazione che consenta di tenere alta l’interesse sull’articolo 10”.