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Non solo prosciutto e formaggi, la scure dei dazi anche su frutta e pomodoro

Non ci sono la pasta, il vino e l’olio d’oliva ma la scure dei dazi americani colpirà alcuni simboli del Made in Italy come parmigiano, pecorino e prosciutto.  La lista completa dei prodotti sottoposti ai dazi è stata pubblicata sul sito dell’Ufficio del Rappresentante al Commercio USA, Robert Lighthizer.

Si tratta ancora di un elenco provvisorio che potrebbe essere modificato. La lista definitiva sarà pubblicata bei prossimi giorni con un avviso sul Registro Federale. Si tratta di un provvedimento che penalizza pesantemente il settore agroalimentare italiano e desta preoccupazione per gli effetti che provocherà su alcune delle eccellenze del Made in Italy. Risulta poi poco comprensibile perché questioni commerciali del settore aeronautico debbano essere pagate dal comparto agroalimentare.

I dazi scatteranno il 18 ottobre e sono la risposta di Washington ai sussidi erogati dall’Europa al costruttore aeronautico Airbus. Curioso che tutti i paesi del vecchio continente siano colpiti mentre Airbus fa capo solo a Francia, Germania e Spagna. I dazi ammontano al 25% su tutti i prodotti mentre si fermano al 10% per gli aerei con peso a vuoto superiore a 30 tonnellate. Gran Bretagna, Germania e Spagna sono quelli più colpiti. Ad esempio ci sono olive, abbigliamento, e olio originari di questi paesi, ma anche alcolici e prodotti da forno. Colpito il caffè, anche il decaffeinato, di provenienza tedesca così come coltelli e piccoli elettrodomestici made in Germany. Tra le particolarità litografie, quadri, libri di provenienza Germania e Regno Unito. Inoltre vino francese, tedesco e spagnolo diverso dal Tokay fino a 14 gradi e in contenitori fino a 2 litri.

Tra i prodotti colpiti da dazi di origine italiana figurano salsicce di carne di maiale e preparazioni derivate, incluse lavorazioni di frattaglie, succhi di frutta, polpa e succo di pomodoro. Dazi anche sulle pesche, ad eccezione della qualità nettarine, arance, mandarini e limoni, ciliegie fresche e conservate, pere, ribes. E inoltre vongole e mitili, sia freschi che conservati. I dazi scatteranno anche su salse e preparati che contengano anche soltanto una vongola o un mitile. Colpiti anche molluschi, telline e arselle. Oltre a quasi tutti i formaggi derivanti da latte di mucca, pecora e capra, i dazi non risparmiano nemmeno yogurt, burro e sostituti, ogni crema, anche acida, derivante dal latte.