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Decreto fiscale 2020. Cessazione della partita Iva: inibite le compensazioni

I soggetti titolari di partita IVA, destinatari di un provvedimento di cessazione della partita IVA o di esclusione della stessa dalla banca dati VIES per le operazioni intracomunitarie, non possono avvalersi della facoltà di compensare nel modello F24 i crediti, tributari e non, indipendentemente dall’importo, fino a quando la partita Iva risulti cessata o permangono le circostanze che hanno determinato l’emissione del provvedimento (art. 2, D.L. n. 124/2019).

Pertanto, dalla data di notifica del provvedimento viene inibita per tali soggetti l’utilizzo in compensazione dei crediti di qualsiasi natura, anche di quelli maturati al di fuori dell’attività esercitata con la partita IVA.

Resta ferma la possibilità per il contribuente di richiedere, per i predetti crediti, il rimborso secondo le disposizioni vigenti (art. 38, D.P.R. n. 602/1973 e art. 30, D.P.R. n. 633/1972), ovvero di riportarli quale eccedenza pregressa nella rispettiva dichiarazione successiva.

L’utilizzo in compensazione dei crediti in violazione di tali disposizioni determinerà lo scarto del modello F24.

Si vuole in tal modo contrastare il grave fenomeno delle frodi IVA, legittimando l’adozione del provvedimento di esclusione dalla banca dati VIES.