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CNA Trentino Alto Adige: “Credito con il contagocce alle PMI, così non si va avanti”. Corrarati: “Paghiamo anticipi sui redditi 2020, è assurdo. Il Paese deve cambiare passo”

  • Published in Credito

Sempre più con il contagocce l’erogazione del credito alle piccole imprese. Lo rileva l’analisi di CNA sul Bollettino economico di Banca d’Italia, che evidenzia il perdurare della fase di contrazione dei prestiti verso il sistema produttivo. Gli impieghi verso le imprese continuano la fase di calo a fronte della solida espansione di mutui e prestiti al consumo per le famiglie. La contrazione dei prestiti è più pronunciata per le imprese di piccola dimensione. In Trentino Alto Adige, il credito alle imprese con meno di 20 addetti è in calo dell’1,5%.

“Così non si può andare avanti – afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige -. Mancano due mesi a fine anno e le aziende sono chiamate a pagare una serie di tasse che metteranno i nostri imprenditori alla corda. Ci appare assurdo dover anticipare le tasse che si dovranno pagare su presunti redditi del 2020: non sappiamo se riusciremo a raggiungerli, ma dobbiamo versare acconti”.

“Rimane centrale – aggiunge Corrarati - il tema della liquidità che le piccole imprese soffrono ormai da molto, troppo tempo. Tra saldi e acconti, anche le micro e piccole aziende nei prossimi due mesi necessitano di diverse migliaia di euro: un costo elevato in un periodo, quello di fine anno, in cui sono presenti molte altre spese sia per le aziende sia per tutte le famiglie, comprese quelle degli imprenditori”.

Secondo la CNA regionale “è necessario avviare un periodo in cui gli Istituti di credito devono dare credibilità massima alle aziende che cercano di essere in regola con le tassazioni e chiedono di essere aiutate a centrare l’obiettivo. In un Paese in cui da anni si parla tanto di tasse e poco di investimenti e tagli della spesa improduttiva, le aziende chiedono di non essere messe nelle condizioni di dover scegliere se pagare o meno  le imposte per continuare a reggere i costi ordinari, comprese le retribuzioni alle maestranze”.

La pressione fiscale (total tax rate, secondo il Centro Studi CNA) è al 60%: incassati 100 euro, le aziende ne devono versare 60 per imposte e tasse. Ogni ritardo di pagamento da parte di clienti privati e pubblici determina difficoltà di liquidità che, in un periodo come questo, diventa motivo di crisi per diverse piccole e medie aziende oltre che per i lavoratori autonomi.

“Serve accesso al credito facilitato – conclude Corrarati – e occorre pensare ad un Paese in cui non si debba ipotizzare un reddito presunto per l’anno successivo, sul qual pagare subito tasse elevate e inique.
Noi siamo sempre pronti a fare la nostra la parte, ma il sistema Paese dove cambiare passo subito”.