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Decreto fiscale. Fatture elettroniche: controlli anche per finalità diverse dal contrasto all’evasione fiscale

I dati contenuti nei file delle fatture elettroniche saranno utilizzabili per otto anni dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di finanza anche per finalità diverse dal contrasto all’evasione fiscale.

E’ quanto previsto dal Decreto Fiscale collegato alla Legge di bilancio 2020 (art. 14 DL 124/2019) con cui è stato disposto che i file delle fatture elettroniche saranno memorizzati fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento o fino alla definizione di eventuali giudizi, prevedendo, inoltre, un ampliamento dell’utilizzo delle informazioni contenute nelle fatture elettroniche da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate.

L’accesso ai file delle fatture elettroniche, come specifica la norma e chiarisce meglio la relazione illustrativa al DL 124/2019, consentirà:

  • alla Guardia di finanza di utilizzare i dati per eseguire attività investigative finalizzate a combattere qualunque forma di illegalità, anche in settori diversi da quello strettamente tributario, quali ad esempio la spesa pubblica, il mercato dei capitali e la tutela della proprietà intellettuale;
  • all’agenzia delle Entrate e alla Guardia di finanza di realizzare controlli ai fini fiscali ed attività di analisi del rischio.

Ciò che cambia rispetto al passato è che la memorizzazione e la conseguente possibilità di accedere, a fini ispettivi, ai dati contenuti nel file delle e-fatture da parte delle Entrate e della Guardia di finanza riguarderà indistintamente tutte le e-fatture che transitano attraverso il sistema di interscambio e non solo quelle per le quali il contribuente ha espressamente aderito al servizio di “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici”.

Si ricorda, infatti, che in presenza di adesione al suddetto servizio effettuata da almeno una delle parti del rapporto economico, l’Agenzia viene “autorizzata” a memorizzare i dati delle e-fatture nella loro interezza (dati fiscali obbligatori di cui all’art. 21 del DPR iva ad eccezione della descrizione dell’operazione + dati commerciali) così da renderli disponibili per la consultazione ed il download esclusivamente al soggetto che ha effettuato l’adesione, fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di ricezione delle stesse da parte del Sistema di interscambio. Decorso tale termine, entro 60 giorni, l’Agenzia deve procedere alla cancellazione dei file.

In caso di mancata adesione da parte di entrambe le parti, invece, l’Agenzia memorizza e rende consultabile e scaricabile l’intero contenuto informativo della fattura solo fino all’avvenuto recapito della stessa al destinatario. Dopo la consegnata, l’Agenzia delle entrate, deve procedere a cancellare i dati non fiscali ed il dato relativo alla descrizione dell’operazione.

Al fine di capire le conseguenze derivanti della mancata adesione al servizio di consultazione alla luce delle modifiche introdotte dal DL 124/2019 in merito alla memorizzazione dei file, occorrerà attendere la conversione del decreto, unitamente alle nuove procedure di sicurezza che dovranno essere messe in atto dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di finanza, sentito il Garante, a tutela dei dati personali.

Si fa presente, infine, che con il Provvedimento n.738239 del 30 ottobre 2019, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha ampliato il periodo transitorio, prevedendo la possibilità di effettuare l’adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici fino al 20 dicembre 2019.