TPL_GK_LANG_LOGIN
 
A+ A A-

Automotive, senza Pmi niente ripartenza

“Siamo agli albori di una trasformazione epocale della mobilità: un processo che durerà anni e i cui impatti a cascata coinvolgeranno tutti noi”. Il presidente di CNA Produzione, Roberto Zani, ha aperto così i lavori del convegno “Quale futuro per le imprese dell’automotive?” che si è svolto nell’auditorium della CNA. “Siamo all’inizio di un nuovo modo di concepire la mobilità nel mondo – prosegue Zani – l’immissione sul mercato dei veicoli elettrici comporterà nuove abitudini, nuove strutture e nuove esigenze. Il nostro tessuto produttivo vanta numerose e importanti competenze che possono essere messe al servizio della nuova mobilità. Bisogna quindi comprendere il cambiamento e diventarne protagonisti”.

Una filiera complessa, quella dell’automotive, con un peso rilevante sul Pil e l’occupazione. Il settore rappresenta il 5,6 del PIL, tutto il comparto della componentistica genera un fatturato di 46,5 miliardi di euro impiegando 156mila addetti. Una colonna portante del Made in Italy costituito da imprese che operano non solo nella fabbricazione di automobili: un microcosmo che va dalla produzione delle auto e di motori a tutto l’indotto dei singoli componenti, a quello dei servizi, della manutenzione e della generazione e distribuzione dell’energia elettrica. Si stima che sulla componentistica siano coinvolte circa 2.200 imprese e oltre 150mila addetti.

Uno sguardo al futuro

L’automotive sta attraversando una delicata fase di trasformazione che dovrà essere adeguatamente gestita da tutti gli attori in gioco. Per capire al meglio l’evoluzione a cui andrà incontro il settore Cristiano Carlutti, expert associate partner di McKinsey, ha presentato nel corso del convegno la ricerca “Race 2050: una vision per l’industria automobilistica europea”.

“Stiamo assistendo a un momento estremamente particolare per l’intera filiera dell’automobile – ha affermato Carlutti – Considerato l’impatto che avrà sui consumatori e sullo stile di vita possiamo affermare che i cambiamenti che avverranno potranno essere paragonati al passaggio dalle carrozze alle automobili”. Per affrontare questo tipo di cambiamento è fondamentale per le imprese dotarsi di nuove competenze, cambiare la mentalità delle aziende e passare da una cultura del prodotto a una cultura dei servizi. Dobbiamo avere una visione ambiziosa di questo passaggio e coglierne le potenzialità le nuove tecnologie applicate all’automotive saranno in grado di ridurre gli incidenti stradali, daranno la possibilità a tutti di poter muoversi con estrema semplicità e ridurranno i tempi nel traffico. Le nuove industrie che ne nasceranno saranno molto più attrattive agli occhi delle giovani generazioni, creando nuovi posti di lavoro con salari al di sopra della media del mercato attuale”.

Come prepararsi all’impatto

Il mondo dell’università e della ricerca si sta concentrando sulle nuove tecnologie e sulla definizione di una sinergia indispensabile con il mondo delle imprese attraverso programmi di ricerca che valorizzino le competenze e il saper fare di tutta la filiera. E’ il caso dell’università di Modena e Reggio Emilia che ha dato vita a un corso di laurea magistrale, con il contributo del Miur, dando ampio spazio ai tirocini sul campo. “Il nostro obiettivo – afferma Giovanni Franceschini, professore ordinario di convertitori macchine e azionamenti elettrici dell’università di Modena e Reggio Emilia – è andare a scovare i talenti e alimentare le loro competenze per poi inserirli direttamente nelle aziende facendoli rimanere nel nostro Paese”.

In materia di mobilità sostenibile, Stefano Ranuzzini, ingegnere dell’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile, ha illustrato le potenzialità dell’uso dell’idrogeno applicabile soprattutto per i veicoli ad elevata percorrenza, come il trasporto pubblico che attualmente incide per il 25% alle emissioni di Co2.

Le strategie delle case automobilistiche

In questo contesto, come si stanno orientando le grandi case automobilistiche? Matteo Bonzi, di FCA Italy, ha precisato che “la scelta di andare verso la produzione di auto elettriche è necessaria in vista dei target di emissioni di Co2 che ci attendono nel 2030. Il 2020, in particolare, sarà un anno spartiacque per avviare una rivoluzione verso l’elettrificazione in cui si assisterà ad una accelerazione nella produzione. FCA ha annunciato che verranno immessi nel mercato già dal prossimo anno modelli elettrificati che riguarderanno tutte le tecnologie. Parallelamente ha avviato accordi con le altre aziende coinvolte nel processo come Enel, Terna e Generali, quest’ultima per quanto riguarda la parte relativa alla guida autonoma”.

La parola agli imprenditori

Per capire concretamente l’impatto sulla filiera, nel corso del convegno, sono state presentate tre testimonianze di piccole imprese che, in vista di questa trasformazione, stanno avviando processi di cambiamento. Per Luca Villanti, manager di PM Spa, bisogna puntare sulla formazione continua. Gianluca Di Buò, ceo di Idea, ha illustrato come l’azienda ha cambiato il core business passando dalla produzione di test e collaudo per le auto allo sviluppo di tecnologie a supporto della guida autonoma. Francesco Di Pietrantonio, presidente di Picchio Spa, ha invece posto l’accento sui bisogni e le esigenze dei consumatori finali, ancora restii all’utilizzo delle auto elettriche.

L’appello della CNA al Governo

“Più del 70% delle imprese operanti nella produzione di singole parti delle auto riguarda imprese con meno di 50 addetti. Qualunque strategia industriale non può che tener conto del coinvolgimento delle piccole imprese, per questo motivo abbiamo accolto con piacere la costituzione da parte del ministro dello Sviluppo economico del tavolo sull’automotive”, ha affermato Claudio Giovine, direttore della divisione economica e sociale CNA.  “Ora è necessaria una strategia industriale univoca – prosegue Giovine – in grado di coinvolgere tutte le componenti e che orienti in questo delicato passaggio sia le imprese sia i consumatori.  Abbiamo poco tempo e, nei prossimi anni, non solo le auto, ma anche tutti i servizi connessi come le infrastrutture subiranno inevitabilmente un’accelerazione e noi vogliamo essere coinvolti attivamente in questo processo in quanto rappresentanti di imprese creative”.

La risposta del Governo

“Per il Governo la questione dell’automotive è centrale: sono stati già predisposti finanziamenti per le imprese coinvolte in questa trasformazione epocale – ha affermato Gian Paolo Manzella, Sottosegretario allo sviluppo economico – siamo solo all’inizio. Il settore dell’automotive impone un cambio di metodo e approccio e ciò lo si vede anche nella volontà del ministro Patuanelli di avviare un confronto diretto con tutti gli stakeholders, lavorando ad una strategia industriale univoca. Come ministero – ha concluso Manzella – siamo pronti ad ascoltare le vostre sollecitazioni e i vostri suggerimenti per avviare insieme un’azione congiunta volta ad aiutare le piccole imprese in questo delicato passaggio”.