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CNA-SHV punta sul rilancio di scuole professionali, apprendistato e mestieri come chance per i giovani. Calano studenti e apprendisti. Corrarati: "Assessorato provinciale unico senza divisioni linguistiche"

Il 2020 della CNA-SHV sarà dedicato ai temi del rilancio della scuola professionale, dell’apprendistato e dei mestieri, sia nuovi sia tradizionali, puntando su azioni mirate di informazione, marketing, sensibilizzazione delle famiglie e dei giovani, incentivi per le piccole imprese che danno spazio all’alternanza scuola-lavoro, ma anche su un forte segnale politico come un unico assessorato su scuole professionali, formazione professionale e apprendistato senza differenze tra gruppi linguistici.

Riflessioni e proposte per l’anno appena iniziato e una breve retrospettiva sul 2019 sono stati presentati oggi, 10 gennaio 2020, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella sede dell’Associazione a Bolzano.

Il quadro economico altoatesino prevede, per il 2020, una crescita del Pil dell’1,4%, più di Eurozona, Germania e Italia. Il tasso di disoccupazione è stabile al 2,9%. Aumentano le imprese, sia totali, sia artigiane, femminili e giovanili. “In questo contesto economico tutto sommato positivo – ha detto Claudio Corrarati, presidente di CNA-SHV – dobbiamo concentrarci di più sui soft skills, ovvero le competenze professionali e trasversali di imprenditori, aspiranti imprenditori e collaboratori. Un conto è fare l’imprenditore un altro è essere imprenditore. Fermo restando che CNA-SHV porterà avanti anche le consuete battaglie: riduzione della pressione fiscale, semplificazioni burocratiche e accesso al credito. A proposito di credito, registriamo ancora una volta che i prestiti a famiglie e grandi imprese volano, addirittura +7%, mentre alle piccole aziende arriva poco e niente, tanto da registrare un calo dello 0,9%”.

Sono numerosi i mestieri artigiani cresciuti nel 2019, in particolare quelli nuovi dell’artigianato digitale e dei servizi alle imprese. Ma sono cresciuti anche gli artigiani delle attività tradizionali edili, i centri estetici, i meccatronici, i servizi di trasporto e magazzino, i sarti. “Tutti hanno seguito percorsi formativi adeguati per svolgere al meglio il loro mestiere – ha rilevato Corrarati – ma non tutti hanno ricevuto una preparazione sufficiente su come gestire l’impresa. Nel complesso, gli artigiani e le piccole imprese hanno bisogno di manodopera qualificata”. 

Negli istituti professionali, principali centri formativi per artigiani, siano essi dipendenti o autonomi e titolari di impresa, sono iscritti 6.874 studenti a tempo pieno e 3.480 nei corsi per apprendisti. Quattro su cinque (8.454) sono nella scuole in lingua tedesca o ladina, il 18,4% (1.900) frequenta gli istituti in lingua italiana. Il 52,7% è rappresentato da maschi, il 47,3% da donne. I ragazzi prediligono gli indirizzi Artigianato e Industria (44%), Alberghiero (27,4%) e Agricoltura (13,8%). Le ragazze scelgono Alberghiero (40,1%), Sanità e sociale (19,3%), Artigianato e industria (16,5%), Commercio e servizi (12,7%).

In cinque anni gli studenti della scuola tedesca e ladina, al netto della scuola per l’agricoltura, sono scesi da 5.257 del 2014/2015 ai 4.406 attuali. Nella scuola italiana gli iscritti ristagnano dai 1.689 del 2014/2015 ai 1.655 attuali. Considerando I quasi 900 iscritti nell’indirizzo agrario, gli studenti sono scesi in 5 anni da 7.858 a 6.874, ovvero quasi mille in meno e nonostante la presenza, in costante crescita, di oltre 820 stranieri.

Va un po’ meglio nell’apprendistato. Nella scuola tedesca e ladina in cinque anni gli apprendisti sono passati da 2.840 a 3.235. Ma nella scuola italiana in cinque anni gli apprendisti sono scesi da 317 a 245. La maggior parte dei 3.480 apprendisti complessivi (2.149 tedeschi-ladini e 178 italiani) è nel settore Artigianato e Industria, 706 nell’Alberghiero, 284 tedeschi-ladini e 24 italiani sono nel Commercio, 96 nel Settore Agricoltura (solo scuola tedesca), 43 nella Sanità (solo scuola italiana). Il Patto Triennale per la promozione dell’Apprendistato di giugno 2015 si proponeva di tornare al numero di apprendisti del 2014: risultato raggiunto tra gli uomini, ma non tra le donne che calano sia nel Commercio sia nell’Alberghiero.

Va messo in rilievo, però, che chi frequenta la scuola professionale, nel 60-70% dei casi svolge il lavoro per il quale ha studiato. A 10 anni dal diploma, i disoccupati sono appena il 2%. Anche chi ottiene un diploma nella scuola tradizionale dopo 10 anni è occupato, in maggioranza con attività impiegatizia. Ben 60 su 100 studenti della scuola tradizionale, però, si scrivono all’università e rinviano l’ingresso nel mondo del lavoro, solo il 25% trova subito impiego. In forte calo i datori di lavoro, soprattutto di piccola dimensione, che prendono apprendisti in formazione.

A fronte di questa situazione, la CNA-SHV propone otto interventi:

  • azioni informative e di marketing rivolte e famiglie e giovani, illustrando e valorizzando il ruolo dell’apprendistato, delle scuole professionali e dei mestieri tradizionali e innovativi;
  • uniformare I programmi delle scuole professionali dei tre gruppi linguistici prevedendo anche forme di immersione linguistica e scambio di scuole;
  • introdurre anche nella scuola professionale italiana la possibilità dei due anni integrativi per conseguire il diploma di maturità che permetterebbe di iscriversi all’università;
  • istituire un Assessorato provinciale unico con competenza su Scuole professionali, formazione e apprendistato di tutti i gruppi linguistici;
  • modificare i vincoli della legge del 1967 a tutela del lavoro minorile che non sono più in linea con le attuali possibilità di formazione scuola-lavoro e apprendistato duale, chiedendo la competenza in capo alla Provincia;
  • collegare il percorso formativo professionale con la specializzazione successiva dei Maestri professionali;
  • implementare gli incentivi alle micro, piccole e medie aziende che prendono apprendisti in formazione e partecipano ai programmi di alternanza scuola-lavoro;
  • attirare giovani che si dedichino a mestieri tradizionali con grave carenza di manodopera, sviluppando corsi professionali su misura (ad esempio per la qualifica di autotrasportatore o autista di mezzo pesante).

La CNA-SHV è già in prima linea su questo fronte. Il 13 gennaio alle ore 9.35 andrà in onda la prima trasmissione radiofonica del progetto “Buon lavoro! I mestieri: grande opportunità per i giovani”, un ciclo di 13 rubriche a cadenza settimanale, una per ciascun mestiere tradizionale o nuovo individuato, che si concluderà con una giornata di orientamento per famiglie e studenti.

Nella foto: Il presidente Claudio Corrarati, la vicepresidente Patrizia Balzamà e il vicesegretario Marco Nobile