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COVID-19 - Autoriparazione e tintolavanderie sono autorizzate ad esercitare

Autoriparazione e tintolavanderie sono autorizzate ad esercitare anche in vigenza del DPCM del 22 marzo 2020.

AUTORIPARAZIONE

Come ormai è noto l’autoriparazione, tutta, insieme alle attività collaterali che ne garantiscono il buon funzionamento, è tra le attività che posso essere esercitate. Questo perché le nostre imprese svolgono una funzione indispensabile a garanzia della sicurezza dei veicoli e quindi della circolazione stradale. Quindi, per chi vuole e con le modalità che ritiene più opportune, le nostre imprese sono al fianco di chi continua a lavorare in prima linea per garantire le esigenze primarie di tutti noi.

Anche i centri di revisione possono continuare a lavorare,  nonostante proroga delle scadenze al 31 ottobre sta mettendo tutti in grande difficoltà. Inoltre a questo si aggiunge un chiarimento che arriva dalla nostra task force nazionale in merito alla passibilità di sanzioni per chi si reca presso un centro di revisione. Purtroppo con la proroga delle scadenze la revisione non è tra le attività di urgenza primaria. A tal proposito abbiamo presentato un emendamento che per i mezzi leggeri propone un riduzione della proroga ad agosto per tutti i veicoli che hanno scadenza entro il 31 maggio. Questo, a condizione che si superi questo momento di emergenza, consentirebbe ai centri di riprendere la loro attività contenendo i danni e innesterebbe un maggiore clima di fiducia. Vi invito a far conoscere ai Parlamentari del vostro territorio i contenuti e soprattutto l’impatto positivo che apporterebbe al settore, che rimane comunque fondamentale per garantire la sicurezza stradale, che in questo momento viene messa a dura prova.

TINTOLAVANDERIE

Siamo riusciti a chiarire definitivamente che le attività di cui all’allegato 2 (servizi alla persona) del DPCM 11 marzo 2020  (lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia; lavanderie industriali; tintorie; servizi di pompe funebri e attività connesse), pur non richiamate nel DPCM del 22 marzo, non sono soggette alla sospensione. I due decreti vanno letti in maniera integrata

Quindi si può continuare l'esercizio regolare dell’attività, sempre nel rispetto delle procedure a garanzia delle sicurezza della salute, che rimangono perentoriamente obbligatorie.

Per le lavanderie self service, poiché è obbligatorio evitare assembramenti di persone e mantenere la distanza di sicurezza tra gli utilizzatori delle macchine per il lavaggio o asciugatura, consigliamo vivamente di esporre un cartello ben in vista in maniera da informare i clienti in merito ai comportamenti da adottare per garantire il rispetto delle disposizioni di sicurezza. Questo importante accorgimento la mette al riparo da eventuali sanzioni. Sappiamo anche che chi fa i controlli non interpreta univocamente le disposizioni e spesso le imprese vengono sanzionate. In questi casi è importante che a livello locale, per quanto ci è possibile, si possa intercedere per chiarire la portata dei provvedimenti emanati dal governo.

Vale per tutti: invitiamo sempre le imprese ad informarsi su eventuali ulteriori restrizioni disposte da enti locali o Regione.