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Rete Economia Donna: “Ripartenza impossibile senza servizi di assistenza ai minori. Coop specializzate pronte ad attivarsi”

Le imprese cooperative specializzate nell'assistenza all'infanzia e quelle che si occupano di aspetti psicologici dell'infanzia sono pronte a riconvertirsi per offrire alla popolazione, in particolare ai lavoratori e alle lavoratrici, ma anche a imprenditori e imprenditrici, che rientreranno in attività con la ripartenza, un servizio per la cura dei minori, esteso fino ai 13 anni e oltre, se necessario, assistendo anche gli studenti con particolari necessità educative.

E' la proposta che Rete Economia Donna (la parte femminile di CNA-SHV, Confesercenti, Cooperdolomiti e Coopbund) ha illustrato nel corso della videoconferenza di ieri con il segretario della Uil Scuola, Marco Pugliese, nell'ottica di una sinergia tra il mondo della scuola pubblica e le attività private, che dispongono di personale qualificato, per mettere in piedi innovativi servizi in grado di dare risposte immediate sulla conciliazione tra famiglia e lavoro, in una situazione nuova e di assoluta emergenza sanitaria, come quella creata dal Coronavirus. Servizi che dovrebbe essere attivati non soltanto nei centri urbani, ma anche nei piccoli centri delle valli, dalla fine di aprile e inizio maggio, con la ripartenza graduale di molte attività, fino all'auspicata riapertura delle scuole e di tutte le microstrutture per l'infanzia.

"Il nodo da sciogliere con urgenza - spiega Letizia Lazzaro, coordinatrice di Rete Economia Donna e direttrice di Cooperdolomiti - è l'investimento che lo Stato e la Provincia sono disposti a sostenere, sotto forma di bonus, per dare sostegno alle famiglie con bambini nell'individuazione di soluzioni di assistenza ai minori. La collaborazione tra strutture private, in gran parte della Cooperazione, e docenti della scuola pubblica è quanto mai necessaria per offrire un servizio variegato, capillare, qualificato che duri dalla ripartenza alla fine dell'estate e comunque fino alla riapertura delle scuole. Il tutto dovrebbe avvenire in maniera rapida, con pochissima burocrazia e con la regia e il sostegno concreto dell'ente pubblico, partendo dal presupposto che, se i bambini sono a casa, molte persone non potranno lavorare".

Il sindacalista Marco Pugliese ha segnalato la necessità di reperire locali pubblici o privati in cui svolgere le attività in sicurezza, rispettando i criteri di sicurezza e distanziamento.

Rete Economia Donna e Uil Scuola hanno condiviso anche la necessità di istituire, con la forza lavoro esistente, momentaneamente in cassa integrazione se di strutture private, o impegnata in videolezioni se facente parte della scuola pubblica, degli help desk informatici per aiutare famiglie e studenti a digitalizzarsi e punti di ascolto per dare sostegno psicologico a 360 gradi.

All'incontro in videoconferenza hanno partecipato Letizia Lazzaro (Cooperdolomiti), Patrizia Balzamà (CNA-SHV), Monica Devilli (Coopbund) e Marco Pugliese (Uil Scuola)