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CNA-SHV: "Riaperture, legge provinciale da adeguare in tempi rapidi. Protocolli locali più rigidi di quelli nazionali, si evitino costi e difficoltà per le aziende"

“Verrebbe da dire che la legge... si legge e se necessario si adegua. Le norme nazionali, diffuse ieri dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono, in diversi punti, meno restrittive delle norme provinciali in materia di Covid-19, in particolare la legge provinciale per la riapertura dell’8 maggio 2020 necessita di un rapido adeguamento”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA-SHV.

“È necessario che da subito la Provincia, che in modo virtuoso e condiviso ha emanato la legge provinciale nei giorni scorsi, rettifichi il testo con aggiustamenti che permettano alle nostre aziende di “vivere con il Covid19 “ in modo uguale a quello con le analoghe attività nel resto del Paese”, aggiunge Corrarati.

Evidenti discrepanze ci sono nei protocolli di sicurezza altoatesini, più restrittivi per i parrucchieri, le gastronomie, i ristoranti, i negozi.

“Prevedere criteri molto rigidi per aprire in anticipo in Alto Adige – conclude il presidente della CNA-SHV - è stata una scelta valida e giustamente molto cauta. Ora che tutto il Paese ha ottenuto il via libera per le aperture delle attività economiche, è necessario un check-up alla legge provinciale per verificare le distanze di sicurezza, il tipo di protezioni e altre prescrizioni. È bene mettere mano subito alla norma territoriale per evitare costi aggiuntivi e difficoltà lavorative alle nostre aziende che, da virtuose, finirebbero per diventare penalizzate. Si dia fiducia alle imprese, applicando regole omogenee”.

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