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CNA Trentino Alto Adige: "Ingorgo fiscale, le imprese faticano a rispettare le scadenze. Necessari una proroga fino al 16 ottobre e un riordino complessivo"

“È ormai prossima la scadenza al 20 luglio 2020 dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, dell’Iva e dell’Irap relative ai soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Indici sintetici di affidabilità fiscale nonché quelli in regime forfetario o in regime di vantaggio. Le imprese incontrano serie difficoltà nell’adempiere alla corretta liquidazione delle imposte dovute. Per evitare l’affollamento dei versamenti già previsti per settembre, chiediamo una proroga almeno fino al 16 ottobre 2020”. Lo afferma la CNA Trentino Alto Adige.

Claudio Corrarati, presidente della CNA regionale, spiega: “La gestione dei provvedimenti legati all’emergenza, dalla sospensione dei versamenti periodici al rinvio a fine giugno dell’approvazione dei bilanci delle srl, ha assorbito l’attenzione di imprese e intermediari, generando enormi ritardi nella determinazione delle imposte predette. La proroga stabilita dal Dpcm 27 giugno 2020 è assolutamente insufficiente, tuttavia concede al legislatore il tempo necessario per approvare una norma che sposti a dopo l’estate il termine di versamento delle imposte. Per evitare l’affollamento dei versamenti già previsti per settembre, la proroga dovrebbe essere disposta almeno al 16 ottobre 2020”.

“Siamo molto preoccupati per questa situazione – aggiunge Corrarati – perché spostare in avanti le scadenze è solo un modo per rincorrere i problemi posticipandone l’impatto. Più opportuno sarebbe approntare un nuovo calendario fiscale valido fino a tutto il 2021 che preveda anche alcuni abbuoni di imposte e versamenti. Anziché promettere contributi che non arrivano o prestiti che le banche faticano a concedere, per le nostre imprese sarebbe meglio tenere in soldi in cassa grazie ad una corposa riduzione del carico fiscale. Sappiamo che la competenza è statale: le Province di Trento e Bolzano facciano la loro parte, insistendo con  il governo per un riordino fiscale complessivo, molto più efficace di misure spot e, a volte, con copertura finanziaria non certa”.

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