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Barometro dell’economia IRE – Estate 2020 Il comparto manifatturiero lamenta enormi perdite di fatturato

Il clima di fiducia delle imprese manifatturiere altoatesine è estremamente modesto a causa della crisi dovuta al Coronavirus. Ciò emerge dal Barometro dell’economia dell’IRE – Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano. Oltre un terzo delle imprenditrici e degli imprenditori di questo settore ritiene che quest’anno la redditività sarà insufficiente. Si registra inoltre un netto calo degli investimenti.

La rilevazione estiva del Barometro dell’economia evidenzia come solo il 63 percento delle imprese manifatturiere conti di conseguire un risultato di esercizio soddisfacente nell’anno in corso. Tale quota, pur superiore alla media dell’economia altoatesina, è estremamente bassa se paragonata alle annate normali. Tra le varie branche della manifattura, si riscontra un clima di fiducia particolarmente negativo nei comparti della stampa, dell’alimentare, dell’abbigliamento e dei materiali edili.

Tre quarti delle imprenditrici e degli imprenditori intervistati segnalano un calo dei fatturati. È stimabile che il comparto manifatturiero altoatesino abbia subito una contrazione del volume d’affari del 31 percento ad aprile e del 19 percento a maggio rispetto agli stessi mesi dello scorso anno. Questa forte riduzione di fatturato riguarda tutti i mercati di vendita, ma è soprattutto il mercato italiano a far registrare le perdite maggiori. La crisi ha coinvolto tutte le branche della manifattura, ivi comprese quelle attività essenziali che non sono state direttamente interessate dai provvedimenti di chiusura durante il lockdown. Ad esempio, il comparto alimentare ha visto una contrazione di fatturato del 21 percento ad aprile e del 16 percento a maggio, soprattutto per il venir meno del canale HoReCa (Hotel, Ristoranti, Caffè e Catering). Inoltre, il mercato si sta riprendendo con grande lentezza: oltre la metà delle imprese manifatturiere segnala come, anche nel mese di giugno, la domanda per i propri prodotti non fosse ancora ritornata ai livelli normali.

Le imprese lamentano anche un significativo peggioramento delle condizioni quadro in cui si trovano ad operare. Gli adempimenti che sono stati loro imposti per il contenimento dell’epidemia hanno comportato un incremento dei costi e la competitività è generalmente peggiorata. Alcune imprese segnalano anche maggiori difficoltà di accesso al credito. Soprattutto, quasi due terzi degli intervistati lamentano un peggioramento della puntualità nei pagamenti da parte della clientela.

Il calo della domanda, le difficoltà finanziarie di molte imprese e l’incertezza sull’evoluzione futura della pandemia e della congiuntura internazionale hanno comportato una caduta degli investimenti, soprattutto per quanto riguarda immobili, macchinari ed apparecchiature.

La crisi ha avuto importanti ripercussioni negative anche sull’occupazione. Molte imprese sono state costrette a chiudere durante il lockdown e vi è stato un massiccio ricorso alla Cassa integrazione. Si osserva, inoltre, una diminuzione del numero di contratti di lavoro: a giugno 2020 il comparto manifatturiero contava circa 400 dipendenti in meno rispetto allo stesso mese dell’anno scorso (-1,2 percento).

Il Presidente della Camera di commercio di Bolzano Michl Ebner sottolinea l’importanza dell’export per la ripresa: “La pandemia ha causato enormi perdite di fatturato e compromesso pesantemente il commercio internazionale. La Camera di commercio sostiene le imprese altoatesine anche nell’ambito dell’internazionalizzazione, fornendo loro informazioni, consulenza e formazione. Tuttavia, affinché le esportazioni possano riprendersi al più presto dalle attuali difficoltà, è necessario che venga posta maggiore attenzione alle esigenze del trasporto merci internazionale, in particolare sull’asse del Brennero.”

Claudio Corrarati, Presidente CNA-SHV: “La crisi post-Covid richiede misure più incisive dello spostamento dei pagamenti di oneri fiscali o di nuovi prestiti. Servono interventi che possano far ripartire la domanda interna per sostenere le micro, piccole e medie imprese.”