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CNA-SHV e lvh.apa: "Cura del corpo e servizi, le chiusure non sono sostenibili"

Le decisioni della politica locale hanno penalizzato ancora una volta duramente il settore Cura del corpo e servizi: il comparto, già duramente colpito in primavera, si è visto costretto a tenere nuovamente chiuse le porte dei propri saloni. “Questa decisione non è sostenibile per le aziende da un punto di vista economico – hanno affermato congiuntamente i rappresentanti di lvh.apa e di CNA-SHV -. È necessario che la politica venga urgentemente incontro alle aziende del settore.”

In primavera il comparto Cura del corpo e servizi è stato uno dei più colpiti dalla crisi Covid-19. Le aziende del comparto sono state tra le prime a dover chiudere e tra le ultime quando si è trattato di poter riaprire i battenti. Un destino che pare ripetersi anche con la seconda ondata del virus. “Non possiamo limitarci ad accettare questa decisione – ha affermato il presidente di lvh.apa Martin Haller -. Stiamo parlando principalmente di realtà di piccole dimensioni, per le quali un’ulteriore chiusura è assolutamente insostenibile da un punto di vista economico. Chiediamo che la politica venga incontro a queste aziende. Le possibilità sono due: un adeguamento della situazione o un indennizzo per le ditte colpite da questo provvedimento.”

„Non è stata riconosciuta la professionalità delle nostre aziende – afferma Claudio Corrarati, presidente di CNA-SHV - e i danni che si stanno creando sono irreparabili. Per questo il sostegno economico è urgentissimo e servirà per compensare costi fissi aziendali, liquidità mancante e anticipo della cassa integrazione, in un mese in cui le imprese devono sostenere molti oneri fiscali.”

La chiusura delle aziende appartenenti al settore Cura del corpo e servizi significa peraltro far venire a mancare importanti servizi. Un esempio? La cura dei piedi per le persone anziane, per i soggetti diabetici o per gli individui con disabilità. “Reperire una soluzione immediata per questi interventi urgenti è indispensabile – ha affermato la presidente delle Estetiste lvh.apa Karin Ploner -. Da un lato per non mettere a rischio la salute dei nostri clienti e dall’altro per non penalizzare ulteriormente il sistema sanitario. Proprio per questo sarebbe auspicabile prevedere un’eccezione per questa attività.”