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CNA-SHV: "Grandi opere, necessario un Patto per Bolzano. La convergenza sulla variante alla SS12 diventi occasione per superare le logiche di partito e dotare la città di un piano ventennale, compresi i finanziamenti"

“È giunto il momento di stilare il Patto per Bolzano, senza colori politici, nell’interesse del capoluogo e dei centri limitrofi, comprendente anche la realizzazione della circonvallazione, ossia la variante alla Strada Statale 12, sottoponendo alla Provincia, che ha finanziato per 30 anni le grandi opere in tutto il territorio, anche per piccoli insediamenti urbani, la proposta di un finanziamento spalmabile in 10-15 anni e dedicato esclusivamente alle esigenze di Bolzano”. Lo propone Claudio Corrarati, presidente di CNA-SHV.

“Prendiamo atto che la circonvallazione di Bolzano in galleria è tornata al centro del dibattito politico – aggiunge Corrarati – riscontrando il favore di gran parte delle forze politiche in maggioranza in Comune o in Provincia. Dopo 30 anni di attesa e 17 studi realizzati, tutti rimasti nel cassetto, dopo aver spostato l’attenzione negli ultimi anni sullo spostamento del tracciato dell’Autobrennero con tempi lunghissimi e costi molto elevati, dopo aver lasciato cittadini e imprese nella prigione del traffico urbano per decenni, l’ipotesi di realizzare in dieci anni una circonvallazione nord-sud, con costi vicini ai 400 milioni, quindi 40 milioni l’anno, rimane per noi la più concreta e la più necessaria per dare un nuovo volto alla città alleggerendola dal traffico di transito, mentre parallelamente verrebbe realizzata la tangenziale di Monte Tondo, già in fase avanzata di progettazione. Queste due grandi opere non devono in alcun modo alleggerire impegno e finanziamenti per opere già progettate, ad esempio l’asse via Siemens-via Grandi-nuovo tunnel di ponte Roma, il potenziamento di via Einstein e il raddoppio di viale Trento”.

Il presidente di CNA-SHV non nasconde le difficoltà: “Sappiamo che il bilancio provinciale 2021 e 2022 non sarà florido, con una lievitazione delle spese correnti e un calo delle entrate fiscali a causa dell’epidemia, ma abbiamo il dovere di programmare il futuro. Stavolta senza mettere le bandierine di merito. Si siedano allo stesso tavolo gli esponenti delle Istituzioni, tali sono prima ancora di essere uomini di partito, ovvero della Provincia, del Comune capoluogo e dei Comuni limitrofi per suggellare un patto, trasparente e di dominio pubblico dalla prima all’ultima riga, che porti Bolzano nel futuro, delineando una visione almeno ventennale”.