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CNA-SHV: "Legge Urbanistica, modifiche urgenti per dare ossigeno alle piccole e medie imprese, in particolare del capoluogo. Molte aziende potrebbero ridurre gli spazi e utilizzarli in altro modo, ma la norma lo vieta"

“È urgente e necessaria una modifica della nuova Legge Urbanistica provinciale (n. 9/2018) per dare una risposta efficace all’economia in difficoltà. Oggi molte aziende rischiano di fallire a causa della pandemia, che riduce i lavori e quindi i ricavi, o costringe a prolungate chiusure. Queste imprese potrebbero trovare un po’ di sollievo riconvertendo una parte delle loro proprietà”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA-SHV.

L’Unione degli Artigiani e delle piccole e medie imprese altoatesine concorda con la proposta dell’assessore comunale Stefano Fattor, secondo il quale l’articolo 36 della Legge Urbanistica deve essere cambiato al più presto nella parte in cui afferma che “All’interno dell’area insediabile, la trasformazione di volumetria esistente in volumetria con altre destinazioni d’uso è ammessa dopo la cancellazione degli eventuali vincoli, ove compatibile con i vigenti strumenti di pianificazione”.

“L’effetto di questo articolo – evidenza la CNA-SHV - è che in gran parte del capoluogo non è possibile trasformare un ufficio in appartamento o un negozio in ufficio perché si tratta di edifici costruiti prima che successive leggi provinciali fissassero un indice di edificabilità massimo di 3,5mc/mq. Per cui qualsiasi trasformazione si dovrebbe calcolare come nuova cubatura con il relativo obbligo di pagamento degli oneri di urbanizzazione”.

La crisi già in atto per effetto dell’emergenza sanitaria “potrebbe imporre a molte imprese – argomenta Corrarati - la necessità di lasciare unità commerciali di dimensioni elevate per ricalibrare le dimensioni aziendali. Gli spazi superflui potrebbero essere riconvertiti da abitazione a ufficio o unità di servizi. Il tutto dovrebbe avvenire vigilando attentamente sulle speculazioni. La modifica della Legge Urbanistica potrebbe rientrare nelle misure anti-crisi con i nuovi ristori provinciali e sarebbe un intervento strutturale di sistema anziché un contributo a fondo perduto. La ripartenza dell’economia passa anche dalla ricerca di spazi e il capoluogo, per la produzione, ormai ha aree sempre più ridotti”.

“Una vera politica economica di rilancio della città – conclude Corrarati - non può prescindere da un adeguamento della Legge Urbanistica”.

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