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CNA regionale: "Moratoria sui prestiti anche alle aziende in sofferenza. Poca liquidità, pagamenti in ritardo e aumento dei costi sono un cocktail micidiale"

  • Published in Credito

“Rifiuto della moratoria alle aziende in sofferenza, pagamenti dei fornitori in ritardo e aumento del costo delle materie prime sarebbero un cocktail micidiale che rischia di vanificare la ripartenza dell’economia dopo la paralisi causata dalla pandemia. Chiediamo massima collaborazione alle banche, alle aziende, ai consorzi di garanzia. Ne usciremo solo remando tutti nella stessa direzione”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige.

CNA ha insistito molto, negli ultimi giorni, a livello nazionale e territoriale, per fare chiarezza sulla situazione del credito alle PMI. In merito alla proroga della moratoria sui prestiti, contenuta nel decreto Sostegni bis, la Banca d’Italia ha confermato in modo inequivocabile quanto sostenuto dalla CNA nella recente lettera all’Abi: il beneficio si applica senza soluzione di continuità alle imprese che ne fanno richiesta senza generare classificazioni a sofferenza per tutto il periodo della moratoria nonché segnalazioni alla Centrale Rischi.

Dubbi della CNA sul richiamo alla possibilità di una riclassificazione dell’esposizione, che legittima atteggiamenti da parte delle banche volti a scoraggiare le imprese a confermare la moratoria.

“Mentre inizia a manifestarsi una fase di significativa crescita, come recentemente sostenuto anche dalla Banca d’Italia – aggiunge il presidente Corrarati - sarebbe autolesionistico per l’economia del Paese e delle Province Autonome di Bolzano e Trento, ma anche per il sistema bancario, non sostenere le imprese, accompagnandole nella graduale e prudente uscita dalle misure straordinarie adottate per sostenerne i delicati equilibri finanziari. Non nascondiamo la preoccupazione per tante aziende con prospettive di ripresa che però, per essere sfruttata, necessitano di sostegno dalle banche. Sono aziende in stand-by: potrebbe bastare una moratoria, se il mercato avesse una ripresa forte e duratura, oppure potrebbe essere necessario rinegoziare il debito”.

“E’ fondamentale -prosegue Corrarati - che le aziende, soprattutto quelle micro e piccole, si facciano aiutare, ad esempio dai consorzi di garanzia come Garfidi, che ha messo a punto un sistema chiaro di rating basato cui criteri del Fondo Centrale di Garanzia. Al contempo, anche le banche devono accompagnare la ripresa, fornendo sostegno pure a chi è in sofferenza. Il rischio, in caso contrario, è che non venga ripristinata la correttezza dei pagamenti ai fornitori che, insieme all’aumento delle materie prime, sarebbe un cocktail micidiale in grado di far affondare tante imprese”.