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Sussidi per costi fissi legati al Coronavirus: domande dal 28 giugno

Una definizione più dettagliata dei costi fissi ed un tetto contributivo: queste le modifiche che la Giunta provinciale ha apportato oggi 22 giugno alle linee guida per i sussidi ai costi fissi legati al Coronavirus. Domande dal 28 giugno.

La Giunta provinciale ha messo in campo varie misure per sostenere le aziende che sono state danneggiate dall'emergenza causata dal Covid 19. Una di queste misure, destinata principalmente alle imprese con costi strutturali più elevati, è rappresentato dai contributi provinciali calcolati in base ai costi fissi. A fine aprile la Giunta ha approvato le relative linee guida ed oggi (22 giugno) la Giunta, su proposta degli assessori, Philipp Achammer ed Arnold Schuler, ha modificato queste linee guida in due punti.

Con la modifica odierna vengono definiti in maniera più dettagliata i costi fissi, per eliminare numerosi dubbi. Inoltre la Giunta ha deciso di porre un tetto massimo all'importo dei contributi. In questo modo si intende escludere che il sostegno per le imprese che hanno ricevuto gli auti della Provincia per i danni causati dal Coronavirus e che presentano domanda anche per i costi fissi, superi l'importo dei costi fissi per l'anno 2020. 

Per i sussidi ai costi fissi la Giunta ha riservato 280 milioni di euro e quindi la parte principale del pacchetto di aiuti da 500 milioni di euro per i danni causati dal Coronavirus predisposto a marzo. Possono presentare domanda, fino alla fine di settembre, i lavoratori autonomi, liberi professionisti e le aziende dell'artigianato, dell'industria, del commercio, dei servizi, dell'ospitalità, coloro che affittano stanze ed appartamenti privati, i giardinieri, gli operatori del settore lattiero-caseario e viti-vinicolo. Si tratta di contributi fino a 100.000 euro, che vengono calcolati  sulla base dei costi fissi e del calo del fatturato. In caso di calo delle vendite del trenta per cento, il sussidio può giungere sino al 30 per cento dei costi fissi consentiti; in caso di calo delle vendite del 50 per cento, l'importo sale anche al 50 per cento. 

È un prerequisito che gli imprenditori abbiano iniziato la loro attività prima del 31 marzo 2021 e che il loro fatturato totale, nel periodo compreso tra il  1° aprile 2020 al 31 marzo 2021, sia diminuito di almeno il 30 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Inoltre, per il 2019 deve essere stato raggiunto un fatturato minimo di 30.000 euro. Gli imprenditori che hanno iniziato la loro attività dopo il 1° aprile 2019 non devono dimostrare il calo del fatturato o il fatturato minimo. Per loro, però, è richiesto un fatturato di almeno 700 euro al mese. Nel calcolo dei costi, possono essere incluse 69 voci diverse, tra cui elettricità, riscaldamento, telefono, assicurazioni, pubblicità, spese di pulizia, spese per rifiuti, locazione, affitto e spese di manutenzione.

"La data per la presentazione delle domande verrà aperta a breve, al massimo il 28 giugno", informa la direttrice della Ripartizione economia, Manuela Defant, la quale ricorda che solo gli intermediari abilitati alla presentazione delle dichiarazioni dei redditi (ad esempio i commercialisti) possono inoltrare le richieste tramite il servizio di e-government dell'Amministrazione provinciale, che verranno quindi evase cronologicamente. Gli uffici provinciali competenti prevedono che gli aiuti per il Covid-19 verranno erogati entro un mese dalla presentazione della domanda.

Le informazioni sugli aiuti per i danni subiti dal Coronavirus sono disponibili sull’apposito portale della Provincia all’indirizzo: Ricerca misure di sostegno e di aiuto | #AiutiCovid AltoAdige | Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige.