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Barometro dell’economia IRE – Autunno 2021 Edilizia: costi e disponibilità dei materiali frenano la ripresa

Il clima di fiducia nell’edilizia, pur tendenzialmente positivo, è peggiore rispetto alla media dell’economia altoatesina. Circa un quarto delle imprese del settore lamenta una redditività insoddisfacente nel 2021. Nonostante la domanda rimanga elevata, anche grazie agli incentivi fiscali previsti a livello nazionale, il rincaro e la difficoltà di reperimento di molti materiali da costruzione stanno frenando la ripresa del settore. Un miglioramento è tuttavia previsto per il prossimo anno, con oltre nove imprese su dieci che confidano in una redditività quantomeno soddisfacente nel 2022. Ciò emerge dall’edizione autunnale del Barometro dell’economia dell’IRE ‑ Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano.

 

Nonostante l’elevato grado di utilizzo della capacità produttiva, superiore al 90 percento nelle branche dell’ingegneria civile e della costruzione di edifici, e l’aumento dei fatturati rispetto allo scorso anno, i giudizi delle imprese del settore edile sulla redditività rimangono al di sotto della media dell’economia altoatesina. Circa un quarto di esse prevede un risultato d’esercizio insoddisfacente nel 2021. Anche gli investimenti stentano a recuperare e, secondo le imprenditrici e gli imprenditori intervistati, rimarranno sui livelli dello scorso anno. Le difficoltà del settore dipendono, in parte, dalle difficoltà di approvvigionamento e dal consistente rincaro dei materiali da costruzione, determinati soprattutto dal forte aumento della domanda su scala internazionale connessa alla ripresa delle principali economie. Questi colli di bottiglia dovrebbero tuttavia progressivamente attenuarsi il prossimo anno, tanto che oltre nove imprese su dieci del settore delle costruzioni confidano in una redditività quantomeno soddisfacente nel 2022.

L’andamento dell’occupazione nel comparto edile resta favorevole: tra gennaio e ottobre 2021, il numero dei lavoratori dipendenti ha mediamente superato la soglia delle 18.100 unità, ovvero l’1,3 percento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Considerando le singole branche del settore delle costruzioni, le valutazioni migliori sulla redditività nel 2021 si riscontrano nel comparto dell’ingegneria civile, dove oltre nove imprese su dieci confidano di poter chiudere l’anno con un risultato economico almeno “soddisfacente”, in un quarto dei casi davvero “buono”. Nella branca della costruzione di edifici le attese di redditività differiscono maggiormente tra le singole imprese e in quasi un terzo dei casi si prefigura un risultato d’esercizio insoddisfacente. Per quanto riguarda il 2022, vi è ottimismo soprattutto nella branca dell’impiantistica e dei lavori di completamento di edifici, con un terzo delle imprese che confida in un risultato di esercizio davvero “buono”.

Il Presidente della Camera di commercio, Michl Ebner, richiama l’attenzione sulle critiche mosse da più parti alla nuova legge urbanistica provinciale: “Per il settore delle costruzioni il committente pubblico è un importante fonte di domanda. Tuttavia, la nuova legge urbanistica presenta numerosi limiti e complicazioni che comportano oneri spesso gravosi per le imprese e per le amministrazioni stesse. Occorre risolvere quanto prima questi problemi per la soddisfazione di tutti.”

“Proprio in questi giorni - commenta il presidente di CNA SHV Costruzioni Rodolfo Gabrieli - stiamo assistendo a una nuova ondata di proposte normative relative a nuovi adempimenti e obblighi burocratici a carico delle imprese del settore. Purtroppo, a causa del comportamento scorretto di pochi, rischia di essere vanificato l’impatto dei bonus fiscali e ridotto l’effetto traino che il settore edile può avere su tutta l’economia.”