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CNA Termoidraulici: “Superbonus e bonus edilizi, serve la proroga dei cantieri per le unità familiari e lo sblocco della cessione dei crediti”

Mentre i vertici di CNA nazionale hanno evidenziato nelle ultime ore in un incontro con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, le preoccupanti difficoltà per decine di migliaia di imprese della filiera delle costruzioni che non riescono a cedere i crediti d’imposta legati ai bonus per la riqualificazione degli immobili a causa del congelamento del mercato, sul tema intervengono con una nota congiunta anche tutti i presidenti delle associazioni della filiera termoidraulica (AiCARR, ANGAISA, ASSISTAL, Assoclima, Assotermica, CNA Installazione Impianti, Confartigianato).

Per l’importanza che i bonus stanno avendo nel percorso di riqualificazione del parco immobiliare esistente, è necessario ed urgente intervenire per lo sblocco delle cessioni dei crediti generati dai bonus fiscali che, diversamente, rischia di compromettere la sopravvivenza delle imprese. Le continue comunicazioni di stop all’acquisto dei crediti da parte degli istituti bancari hanno finito per paralizzare il settore e vanificare gli effetti positivi finora registrati, con migliaia di imprese che finanziariamente verranno spazzate via. Il contrasto agli illeciti, infatti, non può trasformarsi in un freno totale per tutto il settore. Le conseguenze per il settore saranno drammatiche, per le imprese che non riusciranno a monetizzare i bonus acquisiti, per i livelli occupazionali del settore che diminuiranno drasticamente e per la strategia di riqualificazione del parco immobiliare che verrà fortemente compromessa. “Anche a livello territoriale sul Superbonus regna il caos – commenta il presidente di CNA-SHV Termoidraulici Iuri Iorio -. Mancano i materiali, le regole sulla cessione dei crediti sono un rebus, i clienti pressano per avviare o completare i lavori, le aziende non sanno più cosa fare. Il rischio concreto è che numerosi cantieri rimangano a metà perché magari, dopo aver pagato un primo acconto con i propri risparmi, il cliente non riceve denaro dalla banca a causa dello stop alla cessione del credito d’imposta e non ha liquidità per proseguire i lavori. Oppure è l’azienda che, essendosi fatta carico del credito, non riceve liquidità dalla banca e rischia di non poter proseguire l’attività.  Oppure ancora – conclude Iorio - mancano i materiali e i termini di scadenza del Superbonus non ne tengono conto”. A questo proposito i termoidraulici uniti chiedono con altrettanta urgenza di prorogare di almeno 6 mesi il termine del 30 settembre per il completamento del 30% dei lavori nei cantieri già attivi sulle unifamiliari che accedono al superbonus 110% al fine di rimediare alle difficoltà esogene di approvvigionamento dei materiali che rischiano di bloccare i cantieri, impedire il completamento delle opere ed originare inevitabili contenziosi. A riguardo basti ricordare che gli edifici unifamiliari rappresentano, secondo l’ultimo rapporto Enea di maggio, oltre il 50% di quelli interessati dagli interventi di riqualificazione energetica finanziati dal Superbonus 110% con una fetta di mercato rilevante anche in ordine al numero di imprese e operatori coinvolti.