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Covid-19: contributi alle imprese con calo di fatturato, domande a partire dal 19 aprile

Dal 19 aprile lavoratori autonomi, liberi professionisti potranno inoltrare le domande per i sussidi stabiliti dalla Giunta per fare fronte all’emergenza Covid-19. La CNA-SHV offre un servizio per il disbrigo della pratica. 

A fine marzo la Giunta ha approvato la delibera grazie a cui le imprese che hanno subito un rilevante calo di fatturato a seguito dell’emergenza Covid 19 possono accedere ad una delle misure di aiuto provinciali di seguito descritte. Ii lavoratori autonomi, i liberi professionisti e le imprese nei settori dell'artigianato, dell'industria, del commercio, dei servizi, del settore alberghiero e degli affittacamere privati che abbiano avuto un calo del fatturato possono richiedere sussidi o aiuti parametrati ai costi fissi.

CNA Politiche fiscali. ISA 2020, ecco tutte le novità legate all’emergenza Covid-19

Il quadro dell’applicazione degli ISA (Indicatori Sintetici di Affidabilità) per l’anno 2020 è stato definito. Una parte cospicua di contribuenti sarà esclusa dall’applicazione degli ISA perché si è ritenuto che i danni all’attività economica generati dall’emergenza sanitaria Covid-19 rendevano l’indice inaffidabile. Per i contributi che continueranno a confrontarsi con la premialità legata agli indicatori sintetici di affidabilità sono stati individuati specifici correttivi straordinari correlati al COVID 19.

Quali gli indicatori di base per la misurazione degli effetti della pandemia?

Queste novità sono state rese note lo scorso 9 aprile nel corso della web conference della Commissione degli esperti ISA indetta dalla SOSE. Fra tutte l’illustrazione degli interventi correttivi straordinari “COVID-19” relativi agli ISA in applicazione per il periodo di imposta 2020, in linea con quanto previsto nell’art. 148 del decreto Rilancio. La misurazione degli effetti della pandemia sulla nostra economia è stata fatta osservando l’andamento di alcuni indicatori base, quali le giornate di chiusura determinate per codice ATECO in base alle disposizioni dei DPCM del 2020, la riduzione dei ricavi/compensi 2020 rispetto al 2019 e la contrazione della produttività settoriale.

I giorni di chiusura presi in considerazione – si precisa – fanno riferimento al DL del 23 febbraio 2020 e a tutti i DPCM emanati nel periodo che va dal 4 marzo 2020 al l’11 giugno 2020, senza tener conto di quelli del 24 ottobre 2020 e del 3 novembre 2020, poiché per le attività economiche interessate da tali provvedimenti è già stata prevista l’esclusione dall’applicazione degli ISA per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, come indicato nel decreto MEF del 2 febbraio 2021 e di cui avevamo dato notizia.

Al via le richieste del Bonus baby-sitter per gli autonomi. Rivolgiti al Patronato Epasa-Itaco

È attiva da oggi la procedura necessaria a richiedere il nuovo bonus baby-sitting per i lavoratori autonomi, previsto dal Decreto Legge 41 del 22 marzo 2021 (DL Sostegni). Lo ha comunicato l’Inps. Una novità assoluta, dal momento che il bonus baby sitting lo scorso anno era stato riconosciuto ai soli lavoratori dipendenti. A seguito delle misure restrittive di marzo previste dal Governo per contrastare la diffusione del virus Covid-19, si sono moltiplicate le situazioni di disagio in quasi tutta Italia, visto che le scuole sono state chiuse. Molte regioni, inoltre, erano da tempo in zona rossa e conseguentemente le famiglie hanno dovuto organizzarsi con i figli minori in DAD. In più in questo periodo di terza ondata molti sono stati i casi di contagio o di quarantena a causa di contatti con positivi. Situazioni che hanno messo in grande difficoltà anche le persone che svolgono attività in proprio. Le norme a sostegno dei lavoratori autonomi con figli sono entrate in vigore dal primo gennaio 2021 e saranno efficaci sino al 30 giugno.

Epasa Itaco e il sistema dei patronati alle istituzioni: siamo una rete sociale da supportare

A venti anni dalla legge 152 del 2001 che inquadrava il ruolo dei patronati, Epasa Itaco e gli altri raggruppamenti dei patronati sollecitano il supporto delle istituzioni. “E’ ora di riflettere sul ruolo di facilitatori per l’accesso al welfare che queste strutture sostengono – scrivono in una nota congiunta – Siamo in prima linea, con 15.496 operatrici e operatori attivi in 6.979 sedi sul territorio, dove la prossimità, nell’anno della pandemia, si è rivelata un fattore quanto mai cruciale”.

“Permettere ai cittadini di usufruire di centinaia di misure, dalla disoccupazione ai bonus Covid, dagli assegni familiari alla pensione, passando per centinaia di altri strumenti previdenziali e socio-assistenziali è e resta la nostra mission, veri promotori di coesione sociale. Un lavoro vitale – proseguono i raggruppamenti dei patronati – soprattutto in un anno così difficile per tantissime persone: lo dimostrano i milioni di pratiche evase dalle nostre strutture solo nel 2020, molte delle quali necessarie per far accedere i cittadini a misure di contrasto alla povertà e alle conseguenze della pandemia”.