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Candidature della imprese associate a CNA-SHV per il Premio Mobilità Alto Adige 2020

La Giunta provinciale altoatesina conferisce ogni anno il Premio Mobilità Alto Adige, per riconoscere i migliori progetti di mobilità in provincia di Bolzano. Nel 2019 si sono candidati al Premio 34 partecipanti: potete consultare una lista dei progetti qui.

Sono ufficialmente riaperte le candidature per l’edizione 2020! Chi volesse candidarsi per il Premio Mobilità Alto Adige 2020 può scaricare il relativo modulo e il regolamento dalla pagina “Informazioni e iscrizione al Premio mobilità” e iscriversi entro il 31 luglio inviando il modulo compilato all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Possono partecipare e presentare domanda tutti gli enti pubblici, le associazioni, le organizzazioni e le imprese. Il progetto vincitore sarà premiato con 6.000 euro, mentre per il secondo e terzo posto sono previsti rispettivamente 2.000 € e 1.000 €. La giuria potrà anche conferire il premio speciale per progetti particolarmente innovativi e originali (1.000 €). Il Premio verrà conferito a settembre 2020.

L'attuale crisi dovuta al Coronavirus, in particolare, dimostra quanto siano importanti le misure nel campo della mobilità sostenibile per garantire una mobilità dolce e sicura.

Dato che tutti gli enti pubblici, le associazioni, le organizzazioni e le imprese possono presentare domanda e partecipare a questa iniziativa, siamo dell’idea che si tratti di un’iniziativa che potrebbe interessare anche i Nostri Soci.

Allo stesso tempo, cogliamo l'occasione per richiamare alla Vostra attenzione il sondaggio online sul comportamento dei cittadini altoatesini in materia di mobilità.

Il termine ultimo per la presentazione delle candidature è il 31 luglio 2020.

Per ulteriori informazioni clicca qui

REGOLAMENTO

 

 

CNA Trentino Alto Adige: "Dubbi sulla sorveglianza sanitaria dei lavoratori fragili. Decreto Legge Rilancio, nuovo onere a carico delle aziende. Meglio coinvolgere i medici di base"

“Desta perplessità quanto previsto all’articolo 83 del Decreto legge Rilancio in materia di sorveglianza sanitaria. Una misura che rischia di trasformarsi per alcune imprese in un nuovo onere senza perseguire concretamente l’obiettivo per cui è stato introdotto, ovvero la tutela dei lavoratori cosiddetti fragili”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente di CNA Trentino Alto Adige, che teme un nuovo onere e costo a carico dei datori di lavoro e propone di investire della questione di medici di base.

Indagine CNA: sette imprese su dieci hanno fatto ricorso alle misure sul credito ma lamentano tempi troppo lunghi. Corrarati: meglio la defiscalizzazione

Oltre il 70% delle imprese  ha fatto ricorso ad almeno uno degli strumenti messi in campo dal Governo per fronteggiare le esigenze di liquidità innescate dalla crisi provocata dal virus. È quanto emerge da una indagine svolta dalla CNA su un campione di circa 7mila imprese di cui l'87% rappresentato da micro imprese (fino a 4 dipendenti). Quasi tutte lamentano tempi lunghi nelle procedure. CNA Trentino Alto Adige avverte: " Non è sul credito che si deve puntare per la ripartenza, ma su una defiscalizzazione concreta e tangibile sui conti aziendali. L'aiuto alle aziende non passa solo dalla creazione di altri debiti e dal differimento di quelli esistenti".  

La maggioranza delle aziende (il 53%) ha presentato domanda per ottenere credito aggiuntivo grazie al potenziamento del Fondo di garanzia previsto da decreto liquidità, il 47,6% del campione ha fatto ricorso alla cosiddetta moratoria e solo poco più del 13% ha attivato lo strumento di rinegoziazione del debito contenuto sempre nel decreto liquidità.

Le misure varate dal Governo - evidenzia CNA - hanno incontrato l'interesse del sistema produttivo. Più articolata invece la misurazione dell'efficienza degli strumenti a sostegno delle imprese. Nel complesso ha funzionato la moratoria sui prestiti, anche se il 25% delle domande presentate è ancora in lavorazione e il 30% del campione giudica eccessivi i tempi della procedura. Oltre il 90% considera la pratica semplice e senza oneri eccessivi.

Più ombre che luci, invece, sui finanziamenti con garanzia pubblica, anche per quelli inferiori a 25mila euro che avrebbero dovuto caratterizzarsi per l'estrema rapidità della procedura.  Le domande accolte sono intorno al 30% e il 65% è ancora in fase di lavorazione da parte degli istituti di credito. Per i nuovi finanziamenti superiori a 25mila euro solo il 14% ha completato la procedura mentre circa l'80% delle imprese è ancora in attesa. Il 59% considera troppo lunghi i tempi della pratica e per il 43% la documentazione richiesta è eccessiva. Scarso interesse invece per la rinegoziazione del debito a causa soprattutto della complessità dell'operazione. Per il 40% del campione la documentazione richiesta dalle banche è eccessiva.

L'indagine mostra inoltre alcuni tratti della relazione tra banca e impresa. Difficoltà di approccio sono state riscontrate dal 34% delle imprese per le domande di nuovi finanziamenti, 22,5% per la moratoria e 38% per le operazioni di rinegoziazione. A causa delle restrizioni alla mobilità, il 60% delle pratiche per la moratoria è stato gestito online, il 56% per i nuovi finanziamenti mentre si scende al 37% per la rinegoziazione del debito che necessita di una relazione "più classica".

I tempi  per la gestione delle pratiche sono inversamente proporzionali alla classe dimensionale delle imprese. Tempi più lunghi quando l'impresa è più piccola. Ad esempio per la moratoria oltre il 25% delle imprese con meno di 10 addetti è ancora in attesa di risposta, poco più del 10% per quelle con oltre 10 dipendenti. Le micro imprese si sono recate presso le filiali delle banche in misura ben superiore rispetto alle altre: il 22% per la moratoria e il 30% per la rinegoziazione del debito. Un segnale che mostra l'esigenza di valorizzare il ruolo dei Confidi per accompagnare artigiani e micro imprese nella difficile fase di transizione.

Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige, aggiunge: "Nelle due Province autonome le micro e piccole imprese possono contare anche su finanziamenti garantiti dagli enti locali attraverso i consorzi di garanzia e su preziosissimi contributi a fondo perduto, pur se con criteri che riteniamo troppo selettivi. Ecco perché riteniamo che il miglior aiuto possibile sia la defiscalizzazione di tasse e imposte nazionali e regionali, persino comunali, cancellando in parte o per intero l'importo di quest'anno in relazione ai periodi di lockdown e a quelli successivi con minori entrate".

Clicca qui per leggere l’indagine

Clicca qui per leggere l’articolo de Il Sole 24 ore

Effetto Covid sulle imprese, nel 2020 ricavi in caduta del 42%

  • Published in Credito

Cassa integrazione in deroga ritardata: decisivo l'aiuto delle banche

L'assessore provinciale Achammer critica i temi dell'INPS nell'erogazione del sussidio e rinvia ai servizi delle banche altoatesine.

I tempi di erogazione della cassa integrazione in deroga da parte dell'INPS restano problematici. Tutte le Regioni italiane hanno sollevato critiche e sollecitano un'accelerazione. Rilievi all' INPS vengono ora anche dalle parti sociali altoatesine, che hanno partecipato ieri a una videoconferenza con l'assessore provinciale ad economia e lavoro Philipp Achammer. Mentre sono già partiti i pagamenti della cassa integrazione ordinaria, i beneficiari di quella in deroga sono ancora in attesa di incassare il sussidio. Le difficoltà economiche in cui si trovano, di conseguenza, sono ulteriormente aggravate da questa situazione. Le numerose sollecitazioni all'INPS non hanno ancora portato il successo sperato. "Una situazione insostenibile" secondo l'assessore provinciale Achammer, che di persona e tramite la Ripartizione lavoro è in contatto permanente con Roma.