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Camera di commercio: l’abbassamento della soglia per i pagamenti in contanti non è una misura efficace per contrastare l’evasione

Dal 1° luglio 2020 è entrato in vigore il nuovo limite di pagamento in contanti, che scende a 2.000 euro e varrà fino al 31 dicembre 2021. A decorrere dal 1° gennaio 2022, invece, il limite si ridurrà ulteriormente a 1.000 euro. La Camera di commercio ritiene che tali soglie siano troppo basse e che, di fatto, non siano misure utili nella lotta all’evasione fiscale.

 

Il limite di utilizzo dei contanti per pagamenti era già stato abbassato nel 2016 a un importo di 3.000 euro. Tuttavia, due variazioni del 2019 hanno modificato nuovamente la soglia massima consentita: a partire dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 la soglia prevista è di 1.999,99 euro. A decorrere dal 1° gennaio 2022 il limite si abbasserà ulteriormente a 999,99 euro.

CNA Trentino Alto Adige: "Semplificazioni, necessarie risposte efficaci per le aziende. Le Province armonizzino le procedure con le riforme statali. Si acceleri su Ecobonus, piani di manutenzione e fisco"

“Il DL Semplificazioni varato dal Governo può rappresentare un passo importante per rimettere in moto l’Italia solo se fornirà risposte puntuali alle questioni che tengono bloccate le opere pubbliche e frenano gli investimenti privati. Analoga semplificazione sarà necessaria anche a livello territoriale, prima di tutto le Province Autonome di Bolzano e Trento, poi i Comuni capoluogo, quindi tutti i Comuni più piccoli e le tante stazioni appaltanti pubbliche, con leggi provinciali che facciano da cornice e provvedimenti da adottare in ogni ente, ma con un unico comun denominatore che punti alla sburocratizzazione a favore delle imprese. Occorre accelerare su queste riforme ed evitare che gli imminenti appuntamenti elettorali penalizzino ulteriormente il Paese e le nostre Province che stanno vivendo una drammatica crisi economica”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige.

Il lockdown lascia il segno sugli autonomi, per l’80% reddito in calo

E’ la platea del lavoro autonomo a pagare il conto più salato della crisi economica provocata dal Covid-19. Oltre il 50% delle famiglie italiane ha accusato una contrazione del reddito per effetto delle misure di contrasto del virus ma gli indipendenti sono i più colpiti. Quasi l’80% ha subito una riduzione del reddito familiare e per il 35% il calo del reddito è stato superiore al 50%. E’ una fotografia impressionante quella che emerge dalla indagine straordinaria realizzata dalla Banca d’Italia presso le famiglie italiane tra aprile e maggio per raccogliere informazioni sulla situazione economica e sulle aspettative.

CNA Trentino Alto Adige: "Allarme dopo il lockdown. Quattro aziende su dieci rischiano di non sopravvivere. Servono piani di lungo periodo e risorse da recuperare nei bilanci provinciali"

La Direzione provinciale di CNA-SHV Alto Adige, riunitasi ieri sera (29 giugno) su convocazione del presidente Claudio Corrarati, presente la CNA del Trentino con il presidente Andrea Benoni, ha espresso forte preoccupazione per i dati sugli effetti dell’emergenza Covid-19 sulle imprese dell’Alto Adige e del Trentino, diffusi venerdì scorso dall’Astat, l’Istituto di Statistica della Provincia di Bolzano.

“La rilevazione – ha sottolineato il presidente CNA Trentino Alto Adige, Claudio Corrarati – è stata condotta su input dell’Istat nazionale e mette in luce come il 37,3% delle imprese altoatesine e il 36,9% delle imprese trentine abbiano seri rischi operativi e di sostenibilità dell’attività. Un dato in linea con il 38% nazionale e un po’ sopra la media del Nordest che si ferma al 34,5%. In pratica, 4 aziende su 10 stanno rischiando la chiusura per effetto dell’emergenza sanitaria. Non sono a rischio solo le attività turistiche e di ristorazione, perché a cascata andranno in crisi anche il commercio, l’artigianato e tutti i comparti legati ai consumi interni”.

Andrea Benoni, presidente di CNA Trentino, ha aggiunto: “Desta molta preoccupazione il dato sulla mancanza di liquidità per far fronte alle spese correnti e ai debiti. Se in Alto Adige questo problema è avvertito dal 33,2% delle aziende, in Trentino raggiungiamo il 51,9%, in linea con il 51,5% nazionale e il 49% del Nordest. Una disparità, a pochi chilometri di distanza, che deve essere analizzata a livello politico e dalle istituzioni bancarie”.