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Dolci dell’Epifania. Indagine CNA Agroalimentare: “Non solo carbone. Alla Befana una festa di sapori locali”

Non c’è ambientalismo che tenga il giorno dell’Epifania. Nelle calze della Befana da un capo all’altro dell’Italia continua a imperare il carbone. Dolce, ovviamente, e per quanto possibile a base di zucchero italiano.

Festa dei bambini per eccellenza (e infatti nella religione cristiana l’Epifania celebra la manifestazione della divinità di Gesù ai tre Re Magi) oltre che ai doni è dedicata ai dolci. Per i più piccoli ma anche per gli adulti.

Il carbone dolce è tutto sommato una ricetta diffusasi di recente anche se affonda le sue radici nei millenni. Il carbone riporta al fuoco che si accendeva nei primi giorni di gennaio, come elemento di buon auspicio, le cui ceneri venivano sparse sul terreno per ingraziarsi il raccolto. In seguito ai bambini che avevano commesso marachelle si minacciava carbone (non dolce, quello vero) come dono portato dalla Befana. Poi, negli anni del boom economico, la trasformazione da punizione in leccornìa.

CNA Agroalimentare: a tavola per le feste, il pranzo batte il cenone e il panettone taglia a fette il pandoro

A Natale il pranzo del 25 dicembre batte il cenone del 24 a sera nelle preferenze degli italiani. A registrarlo una indagine condotta da CNA Agroalimentare.Oltre la metà degli italiani, per la precisione il 52 per cento, opta per un pranzo con le persone più care nel giorno di Natale. A soccombere nella sfida il cenone della vigilia, preferibilmente di magro, che si ferma al 38 per cento. Il 10 per cento residuo non festeggia per nulla, una quota in aumento rispetto agli scorsi anni, probabilmente incrementata dalla paura del contagio da Covid.

Dolci di Pasqua, indagine CNA Agroalimentare: “Gli artigiani hanno una marcia in più”

Sulla tavola di Pasqua torna a farsi largo la qualità artigiana. Anche per quanto riguarda i dolci: colombe, uova di cioccolato, prodotti regionali, a partire dalla pastiera di grano. A rilevarlo una indagine condotta da CNA Agroalimentare tra i propri iscritti di tutta Italia.

A Pasqua si prevede che su otto tavole italiane ogni dieci venga servito un dolce. In stragrande maggioranza colombe e/o uova di cioccolato. Perlomeno una famiglia su dieci farà spazio alle tradizioni regionali. Ma a farla da padrone sarà la colomba. Un classico, ormai, ma non molto antico: conta poco più di cent’anni. Uno storico produttore milanese cominciò a sformarla nel 1919, a pochi mesi dalla fine della prima guerra mondiale, per celebrare la pace con il volatile suo simbolo. Considerata per lungo tempo la sorella povera del panettone, ha spiccato il volo diventando un must stagionale che brilla di luce propria negli anni del boom economico.

CNA: valorizzare l’agroalimentare, rappresenta il 9% del Pil e può crescere ancora

Di fronte ai componenti della commissione Agricoltura e Produzione agroalimentare del Senato, CNA Agroalimentare ha illustrato le proprie proposte relative al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

In un settore dal ruolo tanto rilevante nell’economia italiana (rappresenta quasi il 9% del Prodotto interno lordo), il Pnrr rappresenta l’occasione storica per affrontare e sciogliere i numerosi nodi che da oltre vent’anni ostacolano, bloccano addirittura, la crescita economica del nostro Paese.

Sul difficilissimo quadro congiunturale di questo periodo si innescano fattori di trasformazione strutturale di grande complessità, che dovranno coinvolgere tutte le componenti della filiera agroalimentare.

In tale contesto, CNA Agroalimentare ritiene necessaria una progettualità che valorizzi il Made in Italy in tutte le sue espressioni. Progettualità che dovrà porsi come obiettivo il miglioramento della logistica, la competitività delle aziende e prestazioni climatico-ambientali, e al contempo l’ammodernamento o la realizzazione di impianti produttivi di materie prime secondarie in particolare nelle grandi aree metropolitane del Centro e Sud Italia, in linea col Piano d’azione europeo per l’economia circolare.