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Autotrasporto, sconto di 25 cent inefficace e causa di tensioni. Caro-Carburante, CNA Fita Trentino Alto Adige preoccupata

“Lo sconto di 25 cent sul costo del carburante non ha dato un beneficio tangibile all’autotrasporto. L’applicazione della misura sta creando tanta confusione, perfino tensione, con i committenti, senza alcun vantaggio per i consumatori finali che stanno facendo i conti con rincari degli alimenti, dei beni di prima necessità e di ogni genere di prodotti. Occorre trovare correttivi urgentemente e dare adeguata informazione all’opinione pubblica”. Lo affermano Juri Galvan e Azem Celhaka, rispettivamente presidente di CNA Fita Trentino Alto Adige e presidente di CNA Fita Trasporto merci Trentino Alto Adige. Proprio stamane Si è tenuto l’incontro del Tavolo Autotrasporto convocato con urgenza dal viceministro Teresa Bellanova per discutere i criteri e le modalità di erogazione del fondo di 500 milioni di euro destinati a compensare i maggiori costi dovuti agli aumenti eccezionali dei carburanti. Unanimemente, CNA Fita e le altre associazioni hanno chiesto al viceministro che le risorse previste, oggetto di un decreto interministeriale, da condividere con il Mef ed emanare entro 30 giorni, siano impiegate nella maniera più efficace possibile per calmierare gli esorbitanti costi affinché i fondi arrivino con tempestività alle imprese di autotrasporto. D’intesa con la viceministra si è definito il metodo d’azione con cui lavorare e il bacino di beneficiari, vale a dire quanti hanno diritto al rimborso accise trimestrale per i quali la riduzione di 25 cent alla pompa sta avendo un effetto quasi nullo. Si tratta delle imprese di autotrasporto merci per conto di terzi con veicoli euro 5 ed euro 6 oltre le 7,5 tonnellate, che altrimenti rimarrebbero penalizzate.

Cessione del credito limitata per i bonus edilizi: rispondi al questionario CNA

Nel 2021 la filiera delle costruzioni ha registrato una fase di grande espansione anche grazie agli incentivi statali per la messa in sicurezza, la riqualificazione e l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare del nostro Paese, come il bonus 110%, il bonus facciate 90% e così via. L’accesso ai bonus edilizi è stato facilitato dalla possibilità di trasformare le detrazioni in crediti di imposta cedibili senza alcuna limitazione. Con il decreto Sostegni ter (art. 28), da poco approvato dal Consiglio dei ministri, limita la possibilità di cedere a un solo soggetto i crediti vantati. E’ secondo noi una norma che, introdotta con lo scopo di ridurre le frodi, sta già generando un impatto negativo sull’attività delle imprese che applicano lo sconto in fattura.  

Per analizzare gli effetti della nuova normativa sulle imprese dell’edilizia, dell’installazione di impianti e dei serramenti,  invitiamo le imprese della filiera a rispondere al nostro questionario. I dati raccolti saranno utili per rendere ancora più efficace la nostra azione di rappresentanza nelle sedi istituzionali. 

Vi preghiamo di rispondere cliccando QUI

Lettera di CNA al premier Draghi, limitare la cessione del credito penalizza gli investimenti

CNA ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ai ministri competenti e ai leader delle forze politiche per chiedere che nel decreto Sostegni Ter in via di pubblicazione sia superata l’ulteriore modifica che limita ad una sola volta il ricorso alla cessione del credito d’imposta sui bonus edilizi.

La Confederazione sottolinea lo stato di incertezza normativa in materia edilizia indotto da interventi plurimi e ravvicinati da parte del legislatore, che inesorabilmente disorientano cittadini e imprese. La stabilità nel tempo delle norme è il naturale presupposto per la programmazione degli investimenti che peraltro, nel caso dei bonus edilizi, risultano essere strettamente connessi al raggiungimento degli obiettivi fissati nel PNRR.

Cassa Edile: nuovo accordo sul vestiario da lavoro

A partire dal 2022, le imprese che applicano il contratto collettivo dell’Edilizia potranno contare su una maggiore autonomia nella fornitura di vestiario da lavoro ai propri dipendenti.

Grazie ad un significativo accordo sottoscritto dalle parti sociali rappresentate all’interno della Cassa Edile (CNA-SHV, lvh.apa, Collegio Costruttori, FILLEA/CGIL, FENEAL/UIL, FILCA/CISL e ASGB), a partire dal 2022 sono state sancite importanti novità sul vestiario da lavoro per le aziende che applicano il contratto collettivo dell’Edilizia nell’artigianato o nell’industria.