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Autotrasporto, la “fuel surcharge” unica chance per salvare le imprese del settore

Il modo più efficace che hanno gli autotrasportatori per contenere gli effetti dei rincari del carburante sui conti aziendali è concordare con i committenti forme contrattuali che prevedano la clausola del “fuel surcharge”, con l’adeguamento automatico delle tariffe rispetto alle variazioni dei prezzi medi del combustibile per autotrazione. È quanto emerso dall’assemblea che si è tenuta sabato 28 gennaio, a Padova, indetta dalla CNA Fita di Padova, con la partecipazione di autotrasportatori di merci in conto terzi dal Nordest, compresa una delegazione di CNA Fita Alto Adige composta dai presidenti Juri Galvan e Azem Celhaka e da Marco Barchetti, membro del direttivo.

Allarme CNA FITA: "Per ogni mezzo pesante aumento annuo pari a 10.300 euro"

L’Italia sale al terzo posto nella graduatoria dei prezzi del gasolio alla pompa più alti d’Europa. A registrarlo l’Osservatorio sui prezzi dell’energia della Commissione europea, che al 2 gennaio scorso evidenzia un prezzo di 1,890 euro al litro. Per le imprese di autotrasporto la stangata è pesantissima perché condiziona fortemente la principale fonte di energia utilizzata per alimentare i motori dei camion tramite i quali si svolge il loro lavoro.  Un gravoso fardello a cui si aggiungono gli aumenti di tutte le voci di costo correlate a questa attività. In particolare l’aumento del 2% sulle tariffe che ASPI ha applicato a decorrere dal primo gennaio 2023 sulle tratte autostradali di cui è concessionaria.

CNA FITA: "Ripristinare la libera circolazione e il rispetto del diritto UE al Brennero"

CNA FITA, insieme ad ANITA, Confartigianato Trasporti, Conftrasporto e Uniontrasporti, società del sistema camerale italiano per questioni trasportistiche, si sono rivolti congiuntamente al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini per denunciare le continue e sistematiche violazioni del diritto europeo al Brennero da parte dell’Austria e richiedere finalmente l’avvio di una procedura d’infrazione davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea.