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Spese sostenute per incentivare il cablaggio in fibra FTTH degli edifici, arriva il “Digital Bonus”

Un emendamento alla legge di Bilancio 2021, firmato congiuntamente da parlamentari di PD, M5S, FI, FdI, Lega e IV, ha introdotto un credito di imposta del 110% (definito “Digital Bonus”) per le spese sostenute per incentivare il cablaggio in fibra FTTH degli edifici.

Per poterne usufruire, le spese dovranno essere “finalizzate all'adeguamento degli stabili per le opere di realizzazione di infrastrutture fisiche interne adatte al passaggio di cavi in fibra ottica per la costruzione di reti di comunicazione ad alta capacità, prevedendo la necessaria separazione tra cavi per telecomunicazioni, cavi elettrici e cavi per servizi di videocitofonia, sorveglianza, telerilevamento”.

IVA al 10% sulle manutenzioni, chiarimento dell'Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’istanza di consulenza giuridica n. 11 del 9 novembre, ha chiarito che l’obbligatorietà delle verifiche periodiche da effettuare su impianti e attrezzature, sancita da norme, non basta da sola a determinare l’applicazione dell’aliquota Iva del 10% che può essere applicata soltanto a lavori effettuati su impianti installati in edifici a prevalente destinazione abitativa privata.

L’Iva al 10% si applica, in sostanza, sia per gli interventi che si effettuano ai sensi del Dpr n. 462/2001 (“Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi“) che per quelli eseguiti in ossequio all’articolo 71, comma 11, del Dlgs n. 81/2008 (“…, il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate nell’Allegato VII a verifiche periodiche volte a valutarne l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza indicata nel medesimo Allegato”).

La considerazione dell’Agenzia è che tutti questi lavori hanno regole e finalità comuni, se non identiche, a quelle relative alla manutenzione ordinaria degli ascensori e degli impianti di riscaldamento.

Covid, sicurezza nei cantieri edili e nei lavori domestici. Impiantisti ed edili CNA: “Aziende a rotazione e rispetto delle regole per evitare i contagi”. Corrarati: "Si dia fiducia alla competenza"

Rigido rispetto dei protocolli di sicurezza del comparto edile; squadre di operai e tecnici, in particolare quelli delle aziende in subappalto, a rotazione nei cantieri; collaborazione e fiducia tra artigiani e cittadini per gli interventi di manutenzione domestica. Sono le tre misure che, unitariamente, CNA Installazione Impianti e CNA Costruzioni del Trentino Alto Adige propongono per fermare il contagio e per non bloccare la filiera edile, come avvenuto durante il lockdown.

Andrea Vecchiato e Juri Iorio, portavoce rispettivamente degli impiantisti elettrici ed impiantisti idraulici, non nascondono le preoccupazioni per la diffusione del virus: “Occorre assoluto rispetto delle procedure di sicurezza individuate dai protocolli del comparto edile, e su questo ci siamo sempre impegnati al massimo sia noi titolari d’impresa sia i nostri collaboratori, ma allo stesso tempo è necessario che i committenti adottino criteri di flessibilità sull’esecuzione delle opere e i direttori dei lavori organizzino l’ingresso in cantiere, in particolare negli spazi ridotti e chiusi di pochi metri quadri, squadre di una sola azienda per volta, così da far operare uno accanto all’altro addetti della stessa impresa. Meglio una settimana di ritardo nei lavori che un fermo di due settimane per quarantena di tutto il cantiere”.

Condivide Maurizio Lazzarini, portavoce degli edili: “Se non stiamo davvero attenti, in questa fase rischiamo di attuare un auto-lockdown, costringendoci da soli al blocco delle attività. Serietà e collaborazione sono gli impegni che noi per primi mettiamo in campo con le nostre imprese e che devono essere messi in pratica dall’intera filiera, dal committente ai tecnici, dalle maestranze ai piccoli subappaltatori”.