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Allarme contro il caro energia. Non spegniamo le Pmi

Subito la riforma strutturale della bolletta elettrica per non ‘spegnere’ le Pmi italiane che pagano il prezzo dell’energia più alto d’Europa, superiore del 33,5% rispetto alla media dei Paesi Ue. Ai piccoli imprenditori l’elettricità costa 4 volte di più rispetto a una grande industria a causa dell’assurdo meccanismo ‘meno consumi, più paghi’ applicato agli oneri parafiscali in bolletta e che gonfia del 35% il costo finale dell’energia per le nostre piccole imprese.
L’appello ad adottare misure per riequilibrare ed alleggerire il costo dell’energia pagato dalle piccole imprese è stato lanciato oggi da CNA insieme alle altre confederazioni artigiane al Governo e al Parlamento durante un evento dal titolo “Caro energia: non spegnete le Pmi”.

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Non si arresta l’aumento dei costi dell’energia – sia elettrica che gas – a carico di imprese e cittadini. Basti pensare che il costo della componente energia elettrica da giugno a ottobre di quest’anno è passato da 6 centesimi al kWh a 22,5 e il prezzo della materia prima a ottobre 2021 è aumentato del 400% rispetto a ottobre 2020. L’incidenza della componente energia in bolletta sul totale è quindi passata dal 40% degli anni scorsi all’attuale 65%. 

Le cause di tale aumento senza precedenti sono da ricondurre principalmente a due fattori: la forte riduzione della quantità di gas metano proveniente dalla Russia, a causa dei contrasti economici tra i paesi attraversati dal metanodotto, e la penalizzazione economica introdotta dai governi a carico dell’utilizzo di fonti energetiche non rinnovabili. Va infatti ricordato che tuttora buona parte dell’energia elettrica su scala internazionale è prodotta tramite l’utilizzo di carbone e metano, soggetti al pagamento dei certificati CO2.

Eliminare gli oneri impropri sulle bollette di artigiani e pmi

I dati sulla produzione industriale di luglio sono migliori delle stime e confermano il trend di robusta ripresa ma CNA guarda con preoccupazione alla spirale rialzista dei prezzi delle materie prime legate all’energia che possono far perdere vigore alla crescita economica.

La Confederazione invita il Governo e il Parlamento a rivedere in tempi rapidi la fiscalità sulla struttura della bolletta cancellando una serie di oneri impropri che gravano soprattutto sul sistema della micro e piccola impresa che continua a pagare il prezzo più alto per l’energia sia in Europa che in Italia rispetto alle imprese più grandi.