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Emergenza Coronavirus: esonero contributivo per le aziende che non richiedono trattamenti di integrazione salariale

I datori di lavoro che non richiedono nuovi interventi di integrazione salariale (di cui all’art. 1 DL n. 104/2020) possono accedere all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, con esclusione dei premi e dei contributi INAIL.

L’esonero contributivo può essere fruito entro il 31/12/2020 ed è di ammontare pari alla contribuzione non versata per il doppio delle ore di integrazione fruite nei mesi di maggio e di giugno 2020. L’importo dell’esonero è riparametrato e applicato su base mensile per un periodo massimo di 4 mesi e non può superare, per ciascun mese di fruizione, l’ammontare dei contributi effettivamente dovuti.

Accedono all’esonero contributivo i datori di lavoro privati (esclusi quelli del settore agricolo) che:

  • abbiano già fruito nei mesi di maggio e di giugno 2020 dei trattamenti ordinari di integrazione salariale, degli assegni ordinari e dei trattamenti di integrazione salariale in deroga (artt. 19- 22 quinquies DL n. 18/2020)
  • hanno richiesto periodi di integrazione salariale (ai sensi del DL n. 18/2020), collocati, anche parzialmente in periodi successivi al 12/7/2020.

Conseguentemente, fruiscono dei periodi di integrazione salariale richiesti (ai sensi del DL n. 18/2020) e dell’esonero contributivo, i datori di lavoro che hanno presentato domanda di accesso ai trattamenti:

  • prima del 15/8/2020 (data di entrata in vigore del DL n. 104/2020);
  • dal 15/8/2020, purché i periodi di integrazione salariale siano collocati anteriormente al 13/7;
  • dal 15/8/2020 per periodi di integrazione salariale decorrenti anteriormente al 13/7, anche se parzialmente collocati in periodi successivi al 12/7/2020.

L’INPS dovrà fornire le prime indicazioni per la gestione della nuova misura, in attesa dell’autorizzazione della Commissione europea a cui è subordinata l’attuazione del beneficio.

Lavoro e salute, quello che c’è da sapere sulle prestazioni Inail

Nessuno vorrebbe mai preoccuparsene, ma quando lavoro e salute entrano in rotta di collisione vengono in rilievo le prestazioni economiche erogate dall’Inail. Un terreno spesso sconosciuto a molti lavoratori e ai loro familiari e che, invece, grazie a una normativa molto puntuale, protegge e sostiene coloro che si infortunano o si ammalano sul lavoro, unitamente alle loro famiglie.

Tra le varie misure in tema di lavoro e salute abbiamo selezionato tre prestazioni che al sussistere di determinati requisiti possono essere richieste tramite i Patronati: l’assegno di assistenza personale continuativa, l’integrazione della rendita e lo speciale assegno continuativo.

CNA Trentino Alto Adige: "Ammortizzatori sociali ai lavoratori delle ditte artigiane, ritardi ormai intollerabili". Chiesto ai ministri Gualtieri e Catalfo l'immediato trasferimento a FSBA dei soldi già stanziati

“CNA, insieme alle altre Organizzazioni Datoriali e CGIL CISL e UIL, ha formalmente chiesto ai ministri Catalfo e Gualtieri un diretto e tempestivo interessamento per l’integrale trasferimento delle risorse al Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato, l’unico strumento in grado di fornire le prestazioni di sostegno al reddito ai dipendenti delle imprese artigiane che hanno ridotto o sospeso la loro attività lavorativa in seguito all’emergenza epidemiologica”. Lo rende noto CNA Trentino Alto Adige.

“In questi mesi – precisa il presidente regionale, Claudio Corrarati - FBSA ha ottenuto un importante stanziamento economico dal Governo per far fronte alle numerose domande pervenute e ha lavorato al massimo dell’efficienza gestionale e organizzativa per garantire una tempestiva erogazione degli ammortizzatori sociali. Nonostante questi sforzi, sono ancora molti i lavoratori che attendono le prestazioni di sostegno al reddito relative ai mesi di aprile, maggio e giugno, nei confronti dei quali FSBA non ha più alcuno spazio di azione, avendo già anticipato tutte le risorse accumulate negli anni per far fronte alle oltre 750 mila domande pervenute Adesso ribadiamo la necessità di agire subito. Le imprese cercano di resistere, anticipando spesso alle maestranze questi importi pur di non perdere o mortificare il valore del capitale umano, il Governo però sembra sordo”.

CNA Trentino Alto Adige: "Ammortizzatori sociali, i lavoratori dell'artigianato attendono le spettanze di aprile. Il governo trasferisca a Fsba i soldi già stanziati"

CNA Trentino Alto Adige lancia un appello al Governo e alle Province di Trento e Bolzano affinché continuino a fare pressione sullo Stato: è urgente che si trasferiscano immediatamente e interamente le risorse stanziate per il sostegno al reddito dei lavoratori dell’artigianato tramite il Fondo di Solidarietà Fsba.

Dei 765 milioni assegnati con il Decreto Rilancio, solo 248 sono stati resi disponibili, dopo quasi 40 giorni, e immediatamente erogati dal Fondo, ma di questo passo si arriverà a Ferragosto per liquidare a 800mila dipendenti gli assegni relativi alle retribuzioni di aprile. In Alto Adige ci sono 1.800 lavoratori dell’artigianato inseriti nel programma di sostegno al reddito, di cui due terzi non hanno ricevuto i soldi spettanti. Anche in Trentino la disponibilità finanziaria copre appena il 25% delle domande di aprile”.

“Una situazione vergognosa che umilia i lavoratori– afferma Claudio Corrarati, presidente di CNA Trentino Alto Adige - e mette in grande difficoltà i datori di lavoro artigiani. CNA regionale chiede l’immediato sblocco dei fondi, rinviando tutti i dovuti e rigorosi controlli sulla loro gestione da parte di Fsba”.